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    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo.
    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Proviene da studi filosofici. Ha fondato e diretto riviste, ha scritto su vari quotidiani e settimanali. È stato commentatore della Rai.

    Si è occupato di filosofia politica scrivendo vari saggi tra i quali La rivoluzione conservatrice in Italia, Processo all’Occidente, Comunitari o liberal, Di Padre in figlio, Elogio della Tradizione, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (editi da Laterza), I vinti, Rovesciare il 68, Dio, Patria e Famiglia, Dopo il declino (editi da Mondadori), Lettere agli italiani.

    È poi passato a temi esistenziali pubblicando saggi filosofici e letterari come Vita natural durante dedicato a Plotino e La sposa invisibile, e ancora con Mondadori Il segreto del viandante e Amor fati, Vivere non basta, Anima e corpo e Ritorno a sud. Dopo Lettera agli italiani (2015) ha pubblicato di recente Alla luce del Mito e Imperdonabili, tutti con Marsilio, e Tramonti (Giubilei Regnani).
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    Il versivendolo (per la Giornata mondiale della Poesia)

    Vendeva rime al sole. Spacciava poesie come farmaci, seduto al tavolino di un caffè solo nelle ore in cui batteva il sole. Ascoltava il paziente che gli esponeva il suo malessere, poi gli prescriveva su un taccuino dai quattro ai nove versi, e diceva quando doveva leggerli, se ad alta voce o nella mente. Li faceva asciugare per mezzo minuto, poi li consegnava all'utente. A volte si faceva offrire il caffè, a volte chiedeva offerte “al buon cuore”; per gli indigenti erano gratis, rientravano nella sua mutua. Il compenso saliva se c'era una richiesta di pronto intervento. Statisticamente, le sue terapie poetiche erano più efficaci dei farmaci e delle cure mediche. Perché il corpo, diceva lui, è una periferia dell'anima e bisogna andare al centro per curare i mali della periferia. La poesia è inutile, ma necessaria.

    MV, Un’ora d’aria, sessanta racconti minuti
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    Lilli Gruber dovrebbe chiamare il suo programma non 8 e mezzo ma 3 contro 1: sono sempre in tre da una parte, Gruber inclusa, e uno “cattivo” da deplorare, interrompere e dileggiare. Uno schemino penoso e intollerante.
    MV
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