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Il caffè di Rai Uno – Marcello Veneziani

Antologia

Accadde oggi

Albert Camus

Il 4 gennaio 1960 moriva Albert Camus, scrittore, filosofo, saggista e drammaturgo francese

Ernst Jünger

Il 17 febbraio 1998 moriva Ernst Jünger, scrittore e filosofo tedesco


  • Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo.
    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Proviene da studi filosofici. Ha fondato e diretto riviste, ha scritto su vari quotidiani e settimanali. È stato commentatore della Rai.

    Si è occupato di filosofia politica scrivendo vari saggi tra i quali La rivoluzione conservatrice in Italia, Processo all’Occidente, Comunitari o liberal, Di Padre in figlio, Elogio della Tradizione, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (editi da Laterza), I vinti, Rovesciare il 68, Dio, Patria e Famiglia, Dopo il declino (editi da Mondadori), Lettere agli italiani.

    È poi passato a temi esistenziali pubblicando saggi filosofici e letterari come Vita natural durante dedicato a Plotino e La sposa invisibile, e ancora con Mondadori Il segreto del viandante e Amor fati, Vivere non basta, Anima e corpo e Ritorno a sud. Dopo Lettera agli italiani (2015) ha pubblicato di recente Alla luce del Mito e Imperdonabili, tutti con Marsilio, e Tramonti (Giubilei Regnani).
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    I barbari a Parigi brindano alla coppa del mondo saccheggiando negozi di vini e champagne. Ieri la presa della Bastiglia oggi la presa della Bottiglia
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    Coltivate un paese dentro di voi

    "Sfreccio in treno davanti al mio paese natale e mi appare, come i santi, dentro una campana di vetro chiamata finestrino. In quella scatola trasparente e sfuggente c’è tutto il mio mondo d’origine, le persone, i luoghi, gli anni più cari, compresi tra due torri di guardia sul mare. Stento a riconoscere nella velocità del passaggio sagome di case, di vie, di lame e campagne familiari, strisce di mare all’orizzonte, abbozzi di vita e ombre di campanili. Intravedo al passaggio due figure umane fra gli ulivi e, improvvisato sciamano, trasloco dalla mobile località al loro fermo paesaggio. Tramite loro respiro quell’aria, tocco quei tronchi, entro nella loro inerzia. Cos’è il tuo paese natale…

    Non è il luogo dove resti pietrificato una vita, e nemmeno il luogo che abbandoni e cancelli; ma ti resta per sempre, come irraggiungibile ma sempre vicino nella sua lontananza. Quella cartolina appena balenata al passaggio è la cassaforte dove sono depositati i miei tesori, viventi o sepolti. La mia cassetta di sicurezza di gioielli immateriali, ma non privi di corpo.

    Coltivate un paese dentro di voi. Un posto che ami, dov’è la tua origine e che devi lasciare. Ma quel paese poi torna, nei sogni, nelle pause, nei lampi del viaggiatore che sfreccia veloce davanti ai suoi primi vent’anni. E ai secoli addietro da cui provieni e ai secoli postumi in cui tornerai in quel posto, in mezzo ai tuoi cari, terra tra i tuoi conterranei. Alla fine del viaggio si prega restituirmi al mittente."

    MV, Ritorno al sud ow.ly/Othj30kXnHr
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