Antologia

Che fine hanno fatto i giovani?

21 maggio 2018

Quante volte abbiamo sentito dire: ai giovani mancano i valori. E se fosse vero il contrario, che stanno annegando in ...


Sulla felicità e la tristezza

28 marzo 2018

Caro Seneca, perché chi parla di felicità ha gli occhi tristi? Lo notavo l’altra sera a Taormina in un convivio ...


Amore e guerra civile

27 agosto 2017

Vorrei raccontarvi una storia dolce e cruenta, tragica e lieve. E vera. Mi telefonò un’anziana signora, presentandosi come profuga giuliana ...


La politica è un topo morto

20 giugno 2016

La politica è un topo morto. È questo il responso globale delle urne. Mezza Italia non va a votare e ...


La giornata del non ricordo

10 febbraio 2016

La giornata del non ricordo Torna, quasi clandestina, la giornata del Ricordo che commemora le foibe e ricorda le migliaia ...


La destra è un gas nobile

18 novembre 2014

La gente continua a chiedermi, come se fossi il custode: ma che fine ha fatto la destra? La risposta più ...



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    I barbari a Parigi brindano alla coppa del mondo saccheggiando negozi di vini e champagne. Ieri la presa della Bastiglia oggi la presa della Bottiglia
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    Coltivate un paese dentro di voi

    "Sfreccio in treno davanti al mio paese natale e mi appare, come i santi, dentro una campana di vetro chiamata finestrino. In quella scatola trasparente e sfuggente c’è tutto il mio mondo d’origine, le persone, i luoghi, gli anni più cari, compresi tra due torri di guardia sul mare. Stento a riconoscere nella velocità del passaggio sagome di case, di vie, di lame e campagne familiari, strisce di mare all’orizzonte, abbozzi di vita e ombre di campanili. Intravedo al passaggio due figure umane fra gli ulivi e, improvvisato sciamano, trasloco dalla mobile località al loro fermo paesaggio. Tramite loro respiro quell’aria, tocco quei tronchi, entro nella loro inerzia. Cos’è il tuo paese natale…

    Non è il luogo dove resti pietrificato una vita, e nemmeno il luogo che abbandoni e cancelli; ma ti resta per sempre, come irraggiungibile ma sempre vicino nella sua lontananza. Quella cartolina appena balenata al passaggio è la cassaforte dove sono depositati i miei tesori, viventi o sepolti. La mia cassetta di sicurezza di gioielli immateriali, ma non privi di corpo.

    Coltivate un paese dentro di voi. Un posto che ami, dov’è la tua origine e che devi lasciare. Ma quel paese poi torna, nei sogni, nelle pause, nei lampi del viaggiatore che sfreccia veloce davanti ai suoi primi vent’anni. E ai secoli addietro da cui provieni e ai secoli postumi in cui tornerai in quel posto, in mezzo ai tuoi cari, terra tra i tuoi conterranei. Alla fine del viaggio si prega restituirmi al mittente."

    MV, Ritorno al sud ow.ly/Othj30kXnHr
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