Basta col Nobel, fate il premio Ikea

Ora che il polverone sul Nobel si allontana, ripensiamo a mente fredda all’assurda sorte del massimo premio di Letteratura al mondo, sospeso dopo aver scoperto una palpatina sessista a una principessa, compiuta dodici anni fa. Mi spiegate il nesso tra la Grande Letteratura e la piccola libidine di un fotografo, marito di una componente della giuria del premio, il rapporto tra i Capolavori letterari e le manine sul culo di un molestatore? Si può sospendere un evento culturale planetario per un episodio di molestie sessuali? Non l’hanno fatto nemmeno a Hollywood dove sono più fricchettoni, dopo la vicenda Weinstein, ben più devastante perchè toccava pure gli Oscar mentre qui non ci sono premiati abusati sessualmente.

Il Nobel per un anno si ferma, non viene aggiudicato. Questo in passato avveniva per ragioni come una guerra mondiale, oggi invece avviene per una toccatina alle chiappe. Siamo nella fase anale della Letteratura… Vero è che si tratta di diciotto denunce di donne contro il marpione, vero è che ci sono dimissioni a catena nella Suprema Giuria; vero è che sul palpatore seriale gravano anche altre ombre e altri misfatti, come lo svelare i premi Nobel in anticipo o il ricevere generose donazioni dall’Accademia del Nobel. Ma la Svezia è la patria del politicamente corretto, prima ancora degli Stati Uniti; e se ne volete una prova leggete il libro sul Politicamente corretto scritto da Jonathan Friedman e uscito in Italia da Meltemi, dedicato proprio al Pc in Svezia. Che nasce proprio in casa dell’autore, perché sua moglie, studiosa e ricercatrice, è stata accusata di razzismo solo perché ha documentato, dati alla mano e analisi rigorose, che in Svezia è stato un fallimento il multiculturalismo e la politica di accoglienza dell’immigrazione. Ma non si può dire, si fa peccato mortale; secondo solo alla palpatina che scatena l’isteria del Femminismo Offeso.

Ma sul Nobel il discorso da fare è un altro e ben più grave. Da troppo tempo accettiamo senza batter ciglio i verdetti di diciotto svedesi (perché loro, a che titolo, e perché tutti solo svedesi?) che decidono i destini della Letteratura Mondiale e decretano chi sono i Grandi, i Classici. Poi se andiamo a scorrere l’elenco dei premiati dal 1901, scopriamo decine di autori cancellati dalla Letteratura, ignorati dai posteri, del tutto irrilevanti o comunque di secondo piano. E ancora di più notiamo che il Grande Novecento letterario è assente, il Premio Nobel non si è accorto di loro.

Volete i nomi? Ve ne faccio alcuni, limitati naturalmente agli autori che erano viventi mentre assegnavano il Premio. Avete presente Marcel Proust, Franz Kafka, James Joyce e Oscar Wilde? Bene, il Nobel li ha ignorati. Avrete sentito parlare di Eugéne Ionesco e Aldous Huxley, Paul Valéry e G.K. Chesterton, George Orwell ed Ezra Pound, Ernst Junger e Louis-Ferdinande Céline? Anche loro, zero premi Nobel. Per non dire di Leon Bloy ed Henri de Monterlhant, e poi Fernando Pessoa e Yukio Mishima, Emil Cioran e Gottried Benn, e Tolkien, Dos Passos, Bernanos, Zweig, Kraus, Hofmannsthal, Kavafis, Tolstoj…. Mi fermo? L’elenco potrebbe scorrere a lungo, alcuni grandi li ho certamente dimenticati. Sto parlando dei vertici della letteratura mondiale, ignorati dal Nobel.

Ho volutamente lasciato a parte l’Italia, dove il Nobel ha dimenticato Gabriele D’Annunzio e F.T. Marinetti, e prima di loro Pascoli, e poi Curzio Malaparte e Cesare Pavese, Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, Guareschi e Buzzati, Campana e Ungaretti e molti altri. In compenso ha premiato Grazia Deledda e soprattutto Dario Fo… oltre a Quasimodo, Montale e per fortuna anche Carducci e Pirandello.

Curiosi pure i filosofi premiati col Nobel: Russell, Bergson e Sartre (che polemizzò col premio), quando parlando di letteratura filosofica, ed escludendo i filosofi teoretici, ci sono Benedetto Croce, Ortega y Gasset, Miguel de Unamuno, Gabriel Marcel.

Insomma una strage. Il massimo premio letterario al mondo che dimentica o esclude i quattro quinti della Grande Letteratura. Dunque un premio carente, parziale, ignorante. Con un sospetto di politically correct se consideriamo che quasi nessun grande autore scomodo è stato premiato, se non prima del tempo in cui si è reso imperdonabile (penso ad Hamsun, a Yeats e a Solzenicyn prima che attaccasse il materialismo occidentale) e la stragrande maggioranza dei giganti non premiati che ho citato possono definirsi tutto meno che progressisti, liberal, demo e marxisti…

A quel punto hai l’impressione che la presa per i fondelli del Nobel sia cominciata molto prima del palpatore Arnault. Non sarebbe tempo di mandare in soffitta questo Nobel che di importante ha solo il premio economico? Lasciate stare la letteratura, svedesi, dedicatevi all’Ikea. Più che capire i capolavori e le eccellenze letterarie, siete bravi a capire le viti, i bulloni, la produzione in serie, a basso costo, con montaggio fai da te. E a trarne profitto.

Basta col Nobel, fate il Premio Ikea.

MV, Il Tempo 7 maggio 2018

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