Diciamoci la verità, anche se ci fa male

Allora ragazzi, sospendiamo per un attimo lo spettacolo presente e le polemiche connesse, proviamo a portarci avanti col programma e pensare a domani. Chi dovrà ricostruire il Paese, da dove ripartire, in che modo? Domande a cui, state certi, non sarò in grado di dare risposte e temo che nessuno lo sia. Ma domande che bisogna farsi per avvicinarsi al vero, per cominciare a pensare sul serio un agire costruttivo, scusate il bisticcio. Diciamoci la verità anche se fa male. Il punto di ripartenza, è evidente, non può essere il governo in carica per manifesta incapacità, fuffa e marasma. Non ha mezza strategia, è diviso sulla linea di fondo, se affidarsi all’UE e al Mes oppure no, non è in grado di delineare una strategia, di fare qualcosa sul serio. Fa solo teatrino e comunicazione. Allora a chi affidarsi, considerando che quel domani non è un vago avvenire ma vuol dire appena possibile, subito, a giorni?

Provo a prendere per buona l’ipotesi di ricorrere al Mes, e a percorrerla fino in fondo, perfino accettando l’ipotesi estrema, il commissariamento europeo dell’Italia, la fine o la sospensione della sua mezza sovranità attuale. Pensate che sia la soluzione? Chi sono gli statisti europei che potranno guidare l’Italia, e chi saranno i commissari da loro espressi? Hanno un’idea, una visione del bene comune, una strategia o sanno solo badare all’assetto contabile delle finanze pubbliche, ignorando la vita dei popoli? Pensate che qualcuno dall’Europa si assuma la piena e vera responsabilità di governare l’Italia, pensate che arrivi qualche Napoleone o piuttosto che i commissari vengano solo come agenti per la riscossione del debito e poi lascino marionette italo-europee alla guida del paese? Avete visto come si è comportata l’Unione europea in queste settimane, totalmente incapace di affrontare la realtà, balbettante, tentennante, depensante, divisa? Arrivo a dire una cosa che mai avrei detto e pensato: magari la soluzione fosse consegnarsi a un SuperCommissario Europeo che venisse qui a rimettere in ordine la vita, prima che i conti; anzi a ridare vita a un paese intubato. In fondo lo pensava anche Dante, sette secoli fa, quando sognava che arrivasse dal Lussemburgo Arrigo VII… Ma dall’Europa ci arrivano solo cartelle fiscali o al più giroconti bancari.

Allora torniamo precipitosamente in Italia e pensiamo: in queste condizioni cosa si può fare? Cacciare Conte sarebbe sicuramente un primo passo avanti, per passare dalla fiction alla realtà; ma un secondo passo quale sarebbe? Sapendo che in queste condizioni non ci mandano a votare – ammesso poi che le elezioni con l’auspicabile vittoria del centro-destra siano la soluzione – allora che cosa si può fare? Se immaginiamo commissari interni, non ci convince Draghi perché troppo eurocentrico, non ci convince Colao perché troppo Bieldeberg, cioè globalista, come si dovrebbe allora procedere, escluso il sorteggio proposto da Beppe Grillo?

Immaginiamo una procedura seria dettata dallo Stato d’Eccezione, l’emergenza vita-o-morte di un Paese. Allora, il Capo dello Stato insedia un Comitato Supremo di Salute Pubblica, ristrettissimo, composto dalle massime cariche istituzionali e politiche, da lui presieduto: i presidenti delle due camere, i tre leader dell’opposizione, i tre, quattro leader della maggioranza. Insieme devono indicare un Governo di Salute Pubblica, un governo dei Migliori, indipendentemente da ogni colore politico. Un governo che gestisca l’emergenza e il dopo, che stia in carica per un anno o comunque espleti il suo mandato entro la scadenza della presente legislatura, e che abbia tre compiti: il piano di ricostruzione del paese, il piano di protezione sanitaria e di ripristino delle libertà sospese, il piano delle relazioni internazionali a partire dall’Unione Europea. Ottimo. Come procede il Comitato dei dieci, sceglie nomi e indirizzi a maggioranza o in che altro modo? Ammesso che la somma delle incapacità e delle incompetenze possa produrre capacità e competenza, e che la disarmonia possa generare armonia, i nove-dieci in questione troveranno un accordo oppure no, si procederà a colpetti di maggioranza fissa o variabile? E i nomi prescelti per traghettare l’Italia non sarebbero poi gli stessi che si fanno ora? La lista dei BabbiNatale è nota: gli ultimi sono Draghi e Colao, ma prima di loro ci sono stati Cottarelli e Cantone, e altri furono bruciati col governo dei tecnici. Saranno loro i Salvatori? Per sintetizzare le posizioni governative e tecniche, si farà un governo CoCoCo – Conte, Colao, Cottarelli – per fronteggiare il Co, nel senso di Coronavirus, Covid-19? Diocenescampi, non va bene. E allora che facciamo, ci consegnamo ai cinesi, a Trump, ci facciamo commissariare dal Papa, dall’Onu, dall’Oms, da Alexa?

Non so andare avanti, tutte le strade si fermano. Allora faccio un passo indietro e mi dico: noi non abbiamo la forza né di rifiutare il Mes e fare da soli né di negoziare dopo che abbiamo accettato il prestito. Non siamo in grado di trovare una sintesi tra maggioranza e opposizione, e nemmeno all’interno della maggioranza o dell’opposizione (si vedano le spaccature sul Mes). Non siamo in grado di esprimere un governo di alto profilo che piaccia a tutti o almeno a tanti o che perlomeno non dispiaccia a nessuno o almeno a tanti.

Non ci fidiamo di Mattarella o anche a fidarci ma non lo riteniamo in grado di fare da nocchiere in gran tempesta. Che facciamo? Torniamo a scorrere le opzioni sotto altri punti di vista, fino a che troviamo la soluzione meno brutta. Richiesta di adozione internazionale, Comitato di salute pubblica, Governo che sia espressione di tutto il parlamento con Mattarella reggente, voto appena possibile… Prova e riprova a studiare tutte le ipotesi, qualcosa si deve fare se non si vuole morire nel Nulla della Contea.

MV, La Verità 17 aprile 2020

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