Kim, ecce bombo

Siamo vicini a una catastrofe mondiale ma non riusciamo a trattenere le risate quando vediamo le immagini dalla Corea. C’è qualcosa di irresistibile nella comicità involontaria dell’annunciatrice coreana, nella sua mimica facciale e vocale, nella sua posa e nei suoi vestiti.

Comica è la faccia ebete e gluteiforme del dittatore, sormontata da uno spazzolone di capelli compatti; comico quel bambino gommoso e chiattone, dispettoso e prepotente che gioca alla guerra col lanciarazzi.

Comica è pure l’esultanza infantile dei generali che per compiacerlo davanti a ogni razzo o bomba esplosi, battono le mani freneticamente e cercano lo sguardo del Caro Leader per godere della sua benevolenza di capriccioso compagno di giochi.

Meno comico quel “popolo” coreano, o coreografico, secondo l’uso della propaganda di regime, costretto all’entusiasmo e a sorbirsi le parate militari e guerresche del loro paese simulando orgoglio, esultanza e interesse.

È tutto comico, da fiction, con Razzi che diventa l’unico occidentale abilitato a trattare con la Corea del nord, l’unico in grado di capire non la loro lingua ma la loro testa bacata e i loro ragionamenti contorti. E alla comicità asiatica sembra a volte fare pendant la sagoma chiomata di Trump, presentato in duetto col dittatore come in un gag di Ric e Gian, Cochi e Renato, Lillo e Greg, Tom e Jerry. Eccoli, Kim e Trump, quasi un cartoon.

Sarebbe tutto ridicolo se non fosse in gioco il pianeta, se non fossimo davvero sull’orlo di una crisi mondiale. A cui in fondo non crediamo, perché ci pare troppo bambinesco ritenere davvero possibile una guerra “per futili motivi”, come certe bischerate da bulli e certe bravate di balordi.

A noi italiani, poi, si unisce per antica autopersuasione d’incolumità, un fondo supplementare d’incredulità per la convinzione che la cosa in fondo non ci riguardi; il conflitto è lontano, evoca il Pacifico, mica l’Atlantico, figuriamoci il Mediterraneo.

Roba da cinesi, da giapponesi, da statunitensi oltre che da coreani del nord e del sud.

Noi non c’entriamo, ci salva la nostra storia e la nostra geografia. Ma non contate troppo sulle distanze in un mondo interconnesso e interdipendente e soprattutto non ritenete esonerata dal contesto l’Europa. Finora l’unico paese al mondo che ha usato l’atomica contro un popolo è stata l’America.

L’Italia per decenni subì l’ignominia della Corea, anzi “Corea Corea” fu il grido per umiliarci e autodenigrarci per una sconfitta subita dagli azzurri ad opera dei coreani ai Mondiali del ’66.

Qui si cazzeggia, ma quelle bombe sono vere e quelle teste sono veramente frecate, come si dice da noi. Eppure sento ripetere come un mantra disperato e spiritoso che da noi per rifare l’Italia ci vuol ben altro dei grillini o dei populisti.

Ci vuole Kim, il bambolotto bombastico che usa mezzi atomici per radere al suolo i nostri mali. Ecce Bombo.

MV, Il Tempo 1 dicembre 2017

Ti potrebbero interessare

Ipocondria di Stato No, non vi parlerò del biotestamento e della legge che è stata approvata dal Parlamento. Ma vorrei dirvi qualcosa sulla morte e sulla nascita in relazione al nostro Paese. E partir...
Solo tifosi, niente arbitri Super partes, al di sopra delle parti. Vi ricordate questa formula magica? In un paese litigioso e fazioso come il nostro c'è sempre stato bisogno di un arbitro, anzi di una terna ...
Il presepe, stupore e stupidità Il giorno dell'Immacolata, a casa mia, facevamo il presepe e io continuo a casa mia la tradizione. Qualche giorno dopo lo facevamo a scuola ed era un bel momento di tenerezza comun...
Condividi questo articolo
  •  
  •  
  •  



Rispondi

  • Eventi

  • Facebook

    "Spio la dolcezza di una coppia d’anziani in viaggio e ne colgo la raggiante intimità. Il segreto non è invecchiare insieme ma il contrario, ritrovare intatta negli occhi dell’altro la propria giovinezza di un tempo. Tu sei testimone e intimo complice che sono stato ragazzo. Tu sai la mia identità segreta che maschero nella vecchiaia."

    MV, La sposa invisibile (2006) goo.gl/eTwsxG
    ... EspandiRiduci

    Leggi su Facebook
  • Twitter

  • Canale Youtube