Manifesto Conservatore

Essere conservatori vuol dire:

  • Difendere la natura rispetto ai mutanti
  • Valorizzare l’esperienza della vita e della storia sull’esperimento e sulla tecnica sovrana
  • Preferire la tradizione all’istante
  • Farsi carico del senso comune e comunitario, ritenere la coerenza, la fedeltà, l’onore, l’educazione basi irrinunciabili
  • Rispettare la famiglia e l’amor patrio come architravi della società
  • Ritenere che senza il senso del sacro, il legame sociale e religioso della società decadono in un barbaro cinismo.
  • Estendere la parità dei diritti ai morti e ai non ancora nati.

Siete disposti a riconoscere e rispettare un movimento di questo tipo? Provate a definire sul serio un movimento conservatore e vi classificano come mostri putrefatti. Ma che senso avrebbe vagheggiare un conservatore così corretto che non vuole conservare nulla oltre il forno a legna?

Il conservatore ama la varietà, il radicale preferisce la variabilità. Il primo valorizza le differenze ed elogia la continuità, il secondo esalta i livellamenti ed elogia le mutazioni.


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    L’essenza giocosa del mito

    "C'è qualcosa di giocoso nel mito. Un clima, un tono, un'energia ludica. Una leggerezza che non è frivolezza. Una rappresentazione che non è simulazione.

    Il mito è come la festa, irruzione gioiosa dello straordinario nella vita ordinaria, sospensione favolosa del tempo nell'evento speciale. È rito, incanto, sfida.

    Il mito è l'anello nuziale tra il gioco e il sacro, un ponte tra l'infanzia e gli dei. I giochi pitici a Delfi sono l'esempio di un mito che si fa festa, gioco e sacro.

    Anche i misteri si presentano come enigmi e tramutano in gioco, gara e mito".

    MV, Alla luce del mito goo.gl/rINbJn
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    Modernità? Tecnologia? Dovrebbe esserci una forma di compensazione... ... EspandiRiduci

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