Come nacque la Seconda Repubblica

1. Come mai da un certo momento storico la magistratura ha potuto indagare sul sistema corrotto delle industrie e della politica italiana?

La spiegazione più ricorrente è che era venuta meno la pressione internazionale per mantenere l’equilibrio tra Usa e Urss, che non consentiva destabilizzazioni in paesi come l’Italia con un forte partito comunista. Spiegazione parziale perché poi bisogna considerare diversi fattori endogeni al sistema politico italiano: il piccone di Cossiga dal Quirinale, le inquietudini nella Dc, l’onda referendaria di Segni, la nascita di movimenti antisistema come la Lega, la rifondazione della sinistra dopo il comunismo. In quel vuoto tra passato e futuro ha trovato forza e autonomia il ruolo della Magistratura, che aveva acquistato una larghissima popolarità nella lotta alla mafia, dopo l’assassinio di Falcone e Borsellino.

2. Tangentopoli ha cambiato per sempre la visione che il popolo italiano aveva della politica o con il tempo esso si è dimenticato di cosa è accaduto?

Non credo che Tangentopoli così come ogni altra vicenda possa aver cambiato “per sempre” la visione politica del popolo italiano. Non accade con le guerre, figuriamoci con vicende come Tangentopoli. In realtà la storia segue fasi cicliche, pendolari, tra lassismo e giustizialismo, garantisti e forcaioli, sistemi di scambio tra elettori ed eletti e fasi di conflitto in cui emergono fattori anti-politici. Non si può dire che la politica sia stata bonificata e moralizzata dopo Tangentopoli…

3. Come mai dal 2000 in poi la politica italiana non ha mai saputo riprendersi da quella che è stata la fine della cosiddetta Prima Repubblica e la fine di quei partiti che ne avevano fatto parte?

Non so cosa intende per riprendersi. Una classe dirigente è caduta con la Prima Repubblica e quella che ne è seguita in parte era la stessa di prima, scambiata di posto e di ruolo, in parte è venuta dalle opposizioni e dalla cosiddetta società civile. Il paragone tra la Prima e la Seconda Repubblica va fatto su vari piani di comparazione: per esempio fu una svolta positiva la nascita di un sistema politico compiutamente bipolare, con un’alternanza di governo tra due coalizioni antagoniste. Era un’anomalia un sistema politico statico senza essere stabile, dove non c’era mai alternanza, la Dc sempre al potere coi suoi alleati, e il Pci ed  il Msi sempre all’opposizione; e con i governi che duravano in media nove mesi. Ma con la Seconda Repubblica sorse un’altra patologia: da 25 anni, chiunque abbia governato ha perso le elezioni politiche seguenti per cui si è passati dall’assenza di alternanza a un’alternanza continua, parossistica…

4. Come si può spiegare la discesa in politica di Di Pietro?

Grande Popolarità, antica tentazione italiana di cercare extra moenia, l’Uomo della Provvidenza, con tratti autoritari e populismo spicciolo, diffuso giustizialismo e voglia di vendicarsi sui politici, ritenuti ladri e corrotti. Di Pietro aveva i tratti del poliziotto, del giudice e del popolano, quindi poteva essere il Vendicatore ideale; era amato da destra a sinistra, veniva dal Pool Mani Pulite che aveva dissacrato il Potere trascinandolo sul banco degli imputati e a volte in galera… C’erano tutti gli ingredienti per aver successo, anche se poi la durata del consenso non fu così lunga, la sua fase migliore fini con gli ultimi anni dello scorso millennio. E la sua azione, il suo comportamento, furono deludenti.

5. Secondo lei, dal punto di vista sociologico, che cosa rappresenta e che cosa ha rappresentato Forza Italia?

Forza Italia ha rappresentato l’irruzione della società civile nella politica di professione, e dunque l’antipolitica e l’antisinistra; ma ha rappresentato soprattutto il punto di mediazione tra l’onda di rinnovamento che nasceva agli inizi degli anni Novanta e che aveva tratti giustizialisti e il recupero dell’esperienza del centro-sinistra in versione antagonista con il Pds. Berlusconi rappresentò l’autobiografia potenziale degli italiani, ciò che volevano diventare, e mise insieme la voglia di cambiare che era rappresentata dai leghisti e dagli ex-missini con la garanzia di continuità per gli orfani della Dc, del craxismo, dei partiti laico-liberali. Un partito interclassista, ma incentrato sulla piccola e media borghesia, blandamente cattolica, filoatlantica e anticomunista, magari affezionata alle reti Mediaset.

Domande di Erik Bignotti

 

 

Ti potrebbero interessare

Salvini, Meloni e le sardine Intervista di Formiche.net a Marcello Veneziani, a margine dell'evento "L’Italia dei conservatori", organizzato da Nazione Futura. L’Italia ha bisogno di conservazione ma, ancor...
Il mito? Si è nascosto tra cellulari e spot Dall’Eco di Bergamo, due interviste a Marcello Veneziani sul mito e sul suo rapporto con la nostra società nichilista. Il mito? Si è nascosto tra cellulari e spot Il nostro sembr...
Quando la libertà uccide la vita Intervista per Radici cristiane. Lei ha dichiarato: «C’è terrorismo intorno all’aborto». In che senso? Può aiutarci a capire meglio? MV: Ogni volta che qualcuno osa divergere...
Condividi questo articolo
  •  
  •  
  •  
  •  



Rispondi

  • Eventi

  • Facebook

  • Twitter

  • Canale Youtube