Il fascismo che non finisce mai
L’anno nascente è ancora una volta cominciato con un diluvio di film, articoli, interviste, racconti su Mussolini e il fascismo come Male Assoluto. Un tempo, e neanche tanto tempo fa si parlava del fascismo citando gli storici e i filosofi e avvalendosi della ricerca di De Felice o altri; oggi se ne parla tra pregiudizi e pregiudicati, con Scurati più vari banalizzatori, avvalendosi di psicopatici monomaniacali e venditori di etica a buon mercato, come se fosse solo storia criminale, storia del diavolo. Fascismo eterno, infinito, maligno.
Perché questa ossessiva necessità di maledire continuamente il fascismo? È l’unico modo, tramite la narrazione del male assoluto, per fondare, legittimare, giustificare la presente società come bene assoluto inconfutabile e per ricacciare nel male chi non è conforme al mainstream. Ma il male non può identificarsi solo in un regime o un dittatore: nella storia dell’umanità, anche limitandosi alla sola modernità, male fu la dittatura della virtù tramite il Terrore giacobino, male fu lo sterminio e la persecuzione di popoli e dissidenti sotto il comunismo in tempi e mondi più vasti; male furono i genocidi di cui è costellato il novecento e questo primo quarto di secolo; male fu la bomba atomica sganciata sulle popolazioni civili; male è il fanatismo islamico, il terrorismo e ogni altro fanatismo; male è lo sfruttamento capitalistico dell’umanità e del mondo, l’asservimento di popoli, l’alienazione di massa, la riduzione dell’uomo, della donna, della natura a mezzi, strumenti, cose, attraverso varie ideologie e tecnologie, regimi e sistemi. Il male è apparso nella storia in varie forme, indipendenti dal fascismo, se non opposte ad esso. E i mali d’oggi appartengono all’oggi, non al fascismo di ottant’anni fa o al patriarcato dei secoli passati.
Non c’è personaggio intervistato che non racconti di aver avuto famigliari antifascisti ma la verità è che l’Italia fu complice attiva del “male assoluto”, con un consenso di massa che neanche Togliatti osò negare e che coinvolse la Chiesa, la Monarchia, l’Industria, la Cultura, i grandi del tempo, i ranghi dello Stato e la Magistratura. Certo, il fascismo resta una dittatura, soppresse la libertà e fu mosso da volontà di potenza, che portò alla guerra. Ma ciò non esclude grandi opere e grandi uomini, benefici, efficacia, vitalità, modernizzazione, legislazioni sociali, senso del dovere e dedizione. Il fascismo, come ogni fatto storico, non fu male assoluto, fu mescolanza e contraddizione. Ma quanto più tradita e malridotta è la nostra democrazia o la nostra libertà, tanto più ossessivo e pervasivo è il ricorso al fascismo come capro espiatorio di ogni male odierno. Rappresentazione falsa, unilaterale, riduttiva.
Per chi si occupa di storia o di pensiero nella loro più vasta accezione, e per chi è sensibile ai temi della tradizione, ai grandi cicli storici e alle civiltà, è insensato fossilizzarsi a difendere o confutare in tema di fascismo, che ebbe vita breve e ormai lontana dalla nostra epoca, irripetibile. Non ne vale la pena; ma quel che costringe a occuparsene ancora, di tanto in tanto, è proprio questa maniacale, patologica insistenza e questa elevazione a paradigma assoluto e universale per assolvere il presente dai suoi mali e dalle sue storture nel nome di un male trapassato remoto e sepolto. È questa fissazione che costringe, a volte, di malavoglia, a occuparsene ancora. C’è qualcosa di malato o di malafede nell’abuso odierno di fascismo per criminalizzare ogni cosa che si discosti dal presente. L’analisi potrebbe essere infinita, ricca di argomenti e paragoni; potrebbe dar luogo a interi libri, che da anni ci sollecitano ma che ci rifiutiamo di scrivere perché non ne siamo interessati, benché siano di cassetta.
Preferiamo finirla qui, con insolita brevità. Ci sono molte più cose in cielo e in terra, nella storia di ieri e nella vita di oggi di quante ne racconti il fascismo e l’antifascismo, che vissero e morirono insieme. Questo non è un articolo dedicato al fascismo ma a una malattia di oggi.
La Verità – 9 gennaio 2025
