Da un verso cโรจ la convinzione dellโirrilevanza degli intellettuali, ormai marginali in una societร incentrata sul predominio della tecnica e dellโeconomia, dallโaltra cโรจ lโesaurirsi del pensiero critico, lโadesione a stereotipi pregiudiziali (il politically correct, la cancel culture, il codice woke), lโincapacitร di rischiare idee ardite. Naturalmente i due fattori si mescolano e alla fine producono il vuoto, lโafasia, lโisolamento degli intellettuali.
La Cappa ha creato una coltre di conformismo, di riflessi condizionati, di controlli e sorveglianze di matrice ideologica che ha mortificato lโintelligenza, la libertร e la dignitร del pensiero, promuovendo solo adesioni passive e automatismi. Mancano pensieri antagonisti, si rifiuta a priori il confronto e il conflitto delle idee, cโรจ solo la scomunica , la censura e la non ammissione preliminare. Per essere una societร inclusiva, vive di troppe esclusioni, che poi generano scontenti e ribelli.
Gli eventi internazionali sono stati una palestra di allineamento a propagande e veritร prefabbricate; il precedente era stato il tempo della pandemia. Stiamo correndo verso un precipitare degli eventi, a est e a sud, tra Ucraina e Medio Oriente, noi europei in modo particolare stiamo giocando una partita contro i nostri interessi e accettiamo supinamente il racconto a senso unico che ci viene somministrato. Stiamo alimentando la guerra in Russia con le nostre armi e le nostre dichiarazioni e stiamo facendo precipitare la situazione in Medio Oriente con il nostro disarmo e il nostro silenzio sugli eccidi, gli atti di terrorismo e le stragi di civili che avvengono impunemente ogni giorno. Ma il racconto ufficiale ci preserva dal guardare la veritร dei fatti e le loro conseguenze.
Sรฌ, perchรฉ si unisce a unโemarginazione e una serie di impedimenti a manifestare idee differenti; e il paradosso รจ che la censura e il clima asfissiante che si registra vengono giustificati nel nome della libertร e della democrazia occidentale; si pratica il terrorismo per combattere i terroristi, si pratica la censura per combattere i censori, si limita la libertร per combattere i nemici della libertร โฆ Di questi paradossi vive lโoccidente e non cโรจ una coscienza critica diffusa in grado di dissentire e di avere voce in capitolo.
Lโaspetto paradossale di questo occidentalismo di ritorno รจ che si fonda sulla negazione della civiltร europea e occidentale: ci vergogniamo delle nostre radici, della nostra cultura, delle nostre tradizioni civili e religiose, siamo tolleranti verso lโIslam ma infastiditi verso la cristianitร , ci apriamo ai mondi remoti e ci chiudiamo ai mondi vicini. Ragioniamo e agiamo contro i nostri interessi e i nostri valori. E perdendo il senso della realtร stiamo perdendo anche il senso della geopolitica, che ci imporrebbe ben altri comportamenti, anche in relazione al mondo russo.
Ha la libertร di disfare, non di fare; ha la libertร di dire, senza perรฒ essere ascoltato; ha la libertร di allinearsi, non di divergere. Abbiamo libertร nei consumi, non nei pensieri. Viviamo la libertร solo come deresponsabilizzazione, diritti scissi dai doveri, libertร da, non libertร di, tantomeno libertร per. Cosรฌ la libertร รจ una scatola vuota, e un prigione senza muri.
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(Intervista di Leonardo Petrocelli per Icaro, Gazzetta del mezzogiorno, 29 settembre)
Controra vuol dire ora contraria allโagire, al lavorare, allโagitarsi. Lโora che scioglie il legame col tempo. Ignorata dai dizionari e dai linguaggi commerciali, la controra รจ la chiave dโaccesso ai misteri del sud, di tutti i sud del mondo, a cominciare dal nostro, italiano e mediterraneo. ร la, nella controra, il tabernacolo antico di una [&hellip
Intervista di Arianna De Micheli per la Gazzetta di Modena Oggi il mondo si regge su chi accetta la sorte ma cammina sulle gambe degli scontenti. Che cosa รจ accaduto nella seconda metร del secolo scorso che ci ha gettato nell’inferno del nostro scontento? Lo scontento della societร benestante esplose dopo il โ68. Fu lโaltra [&hellip
Dallโintervista per la Voce Adriatica ย In โAmor fatiโ lei parla di destino: perchรฉ รจ cosรฌ importante discuterne? Il contrario del destino non รจ la libertร ma il caso, o il suo anagramma, il caos. Amare il destino vuol dire anzitutto pensare che il mondo, la vita, la nostra stessa vita non siano frutto del caso, [&hellip
La stagione di Tangentopoli vista da Marcello VenezianiIntervista di Amedeo Gasparini Di che cosa si occupava Lei negli anni Novanta? Comโera la sua vita? Che tempi erano? Scrivevo sul Giornale di Montanelli e curavo il giornale radio di mezzanotte in Rai. Nel โ92 fondai lโItalia settimanale, che ebbe un ruolo non secondario nella nascita del [&hellip
Marcello Veneziani รจ nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente รจ editorialista de La Veritร e di Panorama.