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Restituite Fazio a Tele-PUS

C’è un nuovo martire nel calendario della sinistra, San Fabio Fazio, protettore dei tele-faziosi. È bastato anticipare di tre settimane la chiusura del suo programma per scatenare la guerra contro la dittatura fascio-salvinista al potere. Se dovessero giudicarlo sotto il profilo del servizio pubblico, pagato dai cittadini di ogni colore politico, Fabio Fazio sarebbe da [&hellip

La rivoluzione apparente

Ma dov’è la rivoluzione culturale di un governo che si è presentato come una svolta radicale rispetto all’establishment, alle “élite” e ai poteri precedenti? Dieci mesi sono pochi per cambiare ma sono abbastanza per indicare una direzione, per delineare almeno un’intenzione, l’avvio di un nuovo percorso. E invece non s’intravede l’accenno di un inizio. Né [&hellip

I Raibelli

C’è in Italia un’emergenza tra le altre, non la più importante, ci mancherebbe, ma forse la più vistosa. È il monopolio del racconto pubblico, uno spettacolo indecente. L’informazione di Stato, e larga parte di quella privata, sforna ogni giorno a senso unico la versione dei fatti secondo il canone ideologico-politico della sinistra. Anche ora che [&hellip

Chi di Rai ferisce, di Rai perisce

Non so come finirà la fiction sul presidente della Rai, se Foa resterà comunque alla guida, magari da consigliere anziano come accadde nel 2004 al berlusconiano Alberoni o se gli subentrerà Giampaolo Rossi, competente di rai e new media, in discontinuità con la precedente dominazione Rai e in sintonia con le idee di Foa. Forse [&hellip

Foa, il mostro della settimana

Ma non vi vergognate di accusare il governo in carica e Salvini in particolare, di spartirsi le nomine come voi praticate da una vita? Non vi vergognate – voi sinistra, voi clero intellettuale di sinistra, voi giornali e tg di sinistra, voi navigati sindacalisti Rai e voi più ipocriti e paludati benpensanti di cripto-sinistra – [&hellip

E ora vai col ricambio

Li aspettano al varco, coi fucili spianati. In Rai, nei Ministeri, nel settore pubblico, ovunque ci saranno nomine. E già cominciano a miscelare minacce e vittimismo. Riprendono, come accade almeno da 24 anni, dal primo breve governo Berlusconi, a parlare di liste di proscrizione, di teste tagliate, appena qualcuno si azzarda a parlare di cambiamento. [&hellip

La censura nella Rai renziana

C’è qualcosa di surreale nell’autunno della Rai. No, non è solo il crollo degli ascolti, i programmi cancellati in corso d’opera, la perdita che odora di censura di alcuni tra i pezzi migliori, come Milena Gabanelli e Massimo Giletti, il flop dello strapagato Fazio su Raiuno. Questo è il contorno. L’assurdo della Rai è che [&hellip

Abolite la Rai

Ma a che serve la Rai? Non fa servizio pubblico da svariati anni, non produce programmi di qualità per far crescere civilmente e culturalmente l’Italia, non inventa nulla di nuovo come format, autori, registi, giornalisti, artisti, linguaggi, ma importa, copia, ripete; non valorizza i talenti ma deprime i migliori, e con lo stupido comunismo di [&hellip

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