Animali estinti

politici senato

Come li compatisco, i politologi. Un tempo fiorivano, sui rami dei giornali erano appesi a grappoli, brillavano giulivi nei cieli della politica, per dirla in gergo mentanese. Il politologo era un incrocio tra l’ostetrico, l’esorcista e il veterinario dei politici. Adesso prova a dare del politologo a qualcuno, rischi la querela. I politologi sono animali estinti o quiescenti e i superstiti sono tornati al mestiere d’origine: si fanno chiamare storici, economisti, sociologi, scienziati, perfino giornalisti. S’improvvisano perfino epidemiologi. A me politologo? Dillo a tua sorella. Perché è scomparsa la materia prima, la politica, o è irriconoscibile alle loro analisi, sono saltati i partiti e i sistemi, i paradigmi e le ideologie. È rimasto un fritto misto ma di cosa non si sa. Ridicoli quei robottini, quei droni che i partiti sparano nei tg per dire la loro filastrocca di buoni propositi. Davanti a questo spettacolino, i politologi, come i venditori di mangiadischi e i distributori di gettoni telefonici, sono fuori mercato.

Da noi la politica è ora una postilla a Draghi, una variante del virus in attesa di vaccino. Sicché il politologo si è atrofizzato, prima gli si sono paralizzati gli arti, destro e sinistro, poi dopo le convulsioni antipolitiche rientrate nell’ovile, è rimasto stecchito. Non è colpa sua. Anch’io un tempo ero tacciato di essere politologo, poi mi curai, riuscii a smettere. Ora scrivo su tre toni, il comico, per cogliere il lato ridicolo e grottesco della politica e non solo; il nostalgico, per nutrire il sentimento della vita con amore di letteratura e il pensieroso, per cercare il pensiero dopo la fine della filosofia. Il politologo oggi è un monologante. O un politico virtuale o mancato. O peggio, è un guardone che si fa molti film nella testa, smentiti dalla realtà, a volte incline alla coprofilia.

MV, 12 aprile 2021

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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