Aspettando Zorro

Ma nel frattempo il centro-destra cosa fa? Potrebbe sparire, potrebbe vivacchiare, potrebbe perfino vincere. Ma non ha capo né coda. Il Partito democratico vive un dramma russo che potremmo intitolare Morte e resurrezione di Matteo. Il movimento cinque stelle attira gli spiriti animali del paese, la rabbia, la protesta, il No assoluto e l’apocalisse permanente del “mandiamoli tutti a casa”; ma un governo dei grillini alla fine spaventa i tre quarti del paese o forse più.

In questa situazione, se esistesse una proposta di centro-destra o meglio una proposta popolare e nazionale di “destra”, potrebbe spopolare. Che si ricompatti qualcosa che somigli alla Casa delle Libertà è difficile: Berlusconi gioca su due tavoli e anche più, non fa politica ormai da anni, e Salvini è il leader di un movimento ma non è accreditato come candidato premier del centro-destra. Poi c’è la Meloni, in crescita ma attualmente non in grado di guidare l’alleanza. E ci sono i coriandoli dei centrini, almeno quattro a quanto pare.

Un quadro diviso che per metà si dà appuntamento alla domenica delle palme per le primarie o meglio per le palmarie. Però se si dovesse avvertire nel paese aria di vittoria, non escludo che si possa trovare alla fine un’alleanza.

Ma il problema è: sì, vincere e magari andare al governo, ma per fare cosa? E non mi dite che si concorda un programma di governo. Il problema di fondo è capire la differenza tra il tempo di Gentiloni-Renzi e il centro-destra. Perché finora non si è capito.

E poi capire sulle grandi questioni – Europa, Euro, protezionismo, sovranità, migranti, famiglia e bioetica, Trump e l’onda populista – come si regola una coalizione di moderati e radicali, nazional-populisti e liberali-liberisti, per non dire sui valori cristiani e nazionali.

È impossibile pensare blocchi omogenei, ma non c’è una linea prevalente o un leader egemone riconosciuto da tutti. L’unico argomento a favore è che il Pd sta peggio e Grillo non è la soluzione semmai la dissoluzione: L’Italia sciolta nell’acido.

Così non resta che aspettare Zorro…

MV, Il Tempo 14 febbraio 2017

 

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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