Le nozze tra il mito e la storia

Un mito rinasce ogni volta che qualcuno lo evoca. Ma anche la storia vive finché coltiviamo la nostra memoria. Tra il mito e la storia ci sono almeno tre mirabili ponti: la religione, l’arte e il pensiero.

La chiave del mito diventa il filo d’Arianna dell’opera di Maristella Mazzocca che è in realtà un viaggio alle radici della civiltà europea: figure del mito, personaggi storici entrati nella leggenda, santi e pensatori che hanno colmato con le loro opere il fossato che si apre tra il mito e la storia. Ma l’Europa resta l’incipit del libro, che esordisce ricordando appunto il mito di Europa; e l’Europa lo conclude, in bellezza, con Dante Alighieri visto come padre dell’Europa.

Atene, Roma e Gerusalemme sono i bastioni della civiltà europea: l’Atene dei miti, di Omero ma anche di Socrate che fu forse un demitizzatore più che un mitoforo, sostituendo al Mito il Concetto e agli Dei il demone interiore. Poi la Roma dei Cesari ma anche delle donne famose, che portò l’impero non solo sulle spade ma anche nelle opere pubbliche e nel lindo splendore del latino. E la Gerusalemme di Cristo, dei cristiani, poi dei santi che in suo nome evangelizzarono il mondo. Oltre Atene, Roma e Gerusalemme non c’è solo l’oscurità e la barbarie, ci sono altre civiltà, altri miti, altre tradizioni importanti, a partire da Gerusalemme ebraica per poi allargarsi nell’infinito Oriente. Ma quello è il nostro passato, anzi la nostra origine […].

A volte occhieggiano gli Dèi, ma sono considerati più rappresentazioni mitico-letterarie che sublimano la nostra umanità, piuttosto che nella loro distanza olimpica e nella loro entità sacra e trascendente. Omero grandeggia come il grande narratore dei miti; a lui non è dedicato un capitolo ma è una voce sussurrante dietro le quinte. I santi che accompagnano la narrazione su Gesù, da San Paolo a Sant’Agostino, a San Girolamo l’amante della lettura, fino a San Benedetto e san Francesco, costituiscono un percorso nella cristianità ma anche nella formazione della civiltà cristiana. E Dante che conduce in porto il viaggio alle radici della nostra civiltà, è colui che media tra il mondo terreno e il mondo ultraterreno; lui così sanguigno e celeste, capace di scendere fin dentro l’inferno delle passioni e delle dannazioni e risalire poi nel cielo delle visioni e delle beatitudini.

Per certi versi è una gita nel mondo classico, e insieme nel liceo classico, considerando i luoghi, i tempi e le figure che narra. Ma in quel triangolo tra Mito, Storia e Sacro, che è poi il triangolo tra Atene, Roma e Gerusalemme, c’è il senso pieno delle nostre matrici umanistiche e religiose, della nostra identità nelle sue più significative stratificazioni e rappresentazioni.

Stralci dalla prefazione a “Dall’Europa del mito all’Europa di Dante” uscito ora da Marcianum press, di Maristella Mazzocca

 

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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