Politica di cioccolata

A Natale la politica italiana ha toccato il fondo, perdendosi in un barattolo di Nutella. Un leader, anzi il leader più popolare d’Italia, l’ultima speranza di tanti, il ministro degli interni, e insieme colui che dovrebbe cambiare l’Italia e salvarla dai malesseri, si mostra in pubblico mentre addenta una fetta di pane e nutella. Crede così di apparire rassicurante, uomo comune, italiano-tipo, un po’ ragazzo, buono come il cioccolato, eroico con sprezzo del pericolo di ingrassare. Banale, un po’ volgare.

Ma riesce anche in quell’occasione a essere superato in banalità e demenza, con l’aggiunta del rancore, dai suoi nemici politici che associano quel morso alla Nutella all’assenza di rimorso per i terremotati (e per un ennesimo delitto di ‘ndrangheta). Ma come, tu ostenti di mangiare Nutella mentre si ha notizia di un terremoto? Mangi anziché accorrere e assistere alle popolazioni? A parte che non ci sono state vittime, per fortuna, a parte che sarebbe pura ipocrisia fingere apprensione e concentrazione sulle tragedie anche nei giorni di Natale, a parte che ogni giorno ci sarebbe un motivo per non addentare Nutella, a parte che si può spararsi una fetta di Nutella a prestare soccorso, a parte tutto… Ma come si fa ad attaccare Salvini non sulla pochezza della sua scelta d’immagine ma sul fatto che anche una scemenza del genere debba essere considerata politically uncorrect? Ricorda quelli che predicavano anoressia militante, e permanente, perché c’è la fame nel mondo…

Come si fa a ridurre la politica al conflitto sulla Nutella? Ma che miserabile, dolciastra e rancorosa robetta si è ridotta la politica se un messaggio politico è mostrarsi con la Nutella e il messaggio opposto è mostrarsi indignati? A Salvini chiedo solo: ma come si fa nei giorni di overdose di dolciumi a spararsi pure una fetta di pane e Nutella e a postarla pure con orgoglio? Che figura di cioccolata, si diceva ai tempi del linguaggio garbato, per non dire la parola escrementizia. Lui, figura di cioccolata, loro, i suoi nemici, direttamente cioccolata, perché cercano di sfruttare quell’immagine a scopi politico-umanitari.

MV, 27 dicembre 2018

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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