I Vinti

Book Cover: I Vinti

La globalizzazione sta seminando lungo il suo percorso vittime simboliche e reali, ideologiche e umane. Il riferimento non è ai no-global e a quanti contestano i poteri mondiali, ma a quanti non si sono adeguati al loro nuovo corso, a quanti li vivono con disagio o sono fuori dal loro cono di luce. Sconfitti appaiono tutti coloro che non si riconoscono negli imperativi dei nuovi padroni del pianeta, che si pongono fuori dallo spirito del tempo, che sono legati a valori passati, futuri o trascendenti: gli ambientalisti, i "meridionali" (di tutto il mondo), i fascisti.


“La nobiltà della sconfitta occhieggia nella letteratura sin dalle più grandi origini: il canto omerico dedicato a Ettore, con Andromaca che piange, Astianatte sollevato al cielo per l’ultimo paterno saluto, il chiaro presentimento della sconfitta per mano dell’imbattibile semidio Achille e poi della rovina di Troia. La lucida coscienza di un destino di morte imminente e pure la lealtà suprema di non sottrarsi ma di andare fino in fondo all’appuntamento fissato dagli dei; perché quel conta non è la vita e la sopravvivenza individuale, ma il compimento di un disegno e la coerenza interiore e superiore di un’esistenza”.

“La differenza tra cristianesimo e comunismo è però evidente: il cristianesimo ha promesso il paradiso in cielo e a volte ha reso infernale la vita terrena; il comunismo ha promesso in paradiso in terra ma ogni volta che si è fatto storia e potere, ha prodotto l’inferno”.

"A me fa male, da uomo del Sud senza vergogna, dover ammettere che le calamità naturali si accumulano alla calamità meridionale: la convinzione che si debba costruire la propria vita a scapito del resto, dell'ambiente, delle leggi, degli altri, eccetto i propri famigliari e affini. Pereat mundus, purché ci salviamo noi. Questa è la malattia del Sud, la disperata speranza dei vinti che vogliono scaricare la sconfitta su ciò che li circonda, credendo in tal modo di affrancarsene. Questa mentalità non riguarda solo l'uso selvaggio del territorio, le costruzioni e le attività abusive, l'indole parassitaria e la richiesta petulante di provvidenze. Ma si allarga al modo di vivere e di crescere a spese dell'ambiente che ci ha generati: emanciparsi a Sud vuol dire costituirsi parte civile contro la madre terra".

“Si diventa adulti contestando un’autorità: di solito negli anni seguiti al Sessantotto, chi contestava i propri padri diventava compagno e chi contestava il proprio tempo diventava camerata. In quel tempo, i contestatori dei propri padri finivano solitamente a sinistra; coloro che viceversa contestavano lo spirito del tempo, finivano tra i fascisti. Fascisti immaginari, probabilmente. E non solo perché il fascismo non c’era più, e non c’erano vere possibilità di resuscitarlo. Ma anche perché ognuno riempiva quel Luogo Proibito delle proprie pulsioni, delle proprie emozioni e delle proprie avversioni e trasgressioni che trascendevano il fascismo stesso”.

Anno di pubblicazione: 2004
Editore: Mondadori
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