La cupola vuole fermare Meloni. Accadrà di tutto prima del voto. L’analisi di Veneziani

Intervista di Alberto Maggi

In caso di elezioni anticipate dopo l’estate, il Centrodestra è favorito con Fratelli d’Italia primo partito. Lei vede Giorgia Meloni premier?
“Non lo so, probabilmente potrebbe essere colei che indica il premier più che lei stessa presidente del Consiglio. Le ipotesi sono ancora tutte aperte, anche perché non sappiamo i termini della vittoria, netta o stentata? È prematura fare previsioni”.

Tremonti, Crosetto, Nordio… Chi premier se non Meloni?
“Tremonti è sicuramente un nome possibile, anche se è abbastanza autonomo e non so fino a che punto sarebbe il candidato di Meloni o di altri. Penso a una candidatura comunque di prestigio come figure istituzionali oggi non così in vista. Ripeto, è presto per azzardare previsioni. La domanda da porsi è la seguente: vogliamo che la politica torni ad avere un ruolo con la sovranità che appartiene al polo come dice la Costituzione? Votiamo e accettiamo tutti i rischi, altrimenti consegniamoci definitivamente ai tecnici e liquidiamo questa pagliacciata della presunta democrazia parlamentare”.

Lega e Forza Italia saranno leali a Meloni?
“Credo che abbiano ormai accettato il principio che chi prende più voti guida la coalizione, però da qui ad accettare che sia lei premier ce ne corre. La soluzione di mediazione, il compromesso, potrebbe essere quella che Meloni ha maggior voce in capitolo di Salvini e Berlusconi nella scelta del premier”.

L’establishment non sarà felice di vedere Meloni premier o comunque in ruolo dominante nel prossimo governo…
“Non ci sono dubbi. Sono assolutamente convinto che verrà fuori di tutto, ad esempio svastiche su monumenti ebrei o dei caduti della Resistenza. Verrà fuori di tutto. L’establishment non accetta i verdetti elettorali dal 2011 in poi, dalla caduta di Berlusconi. Da allora la presa sull’esito politico-elettorale è forte e useranno ogni mezzo di dissuasione. Prima il mostro era Salvini, oggi sta diventando Meloni e ci sono già le avvisaglie. Sarà una dura battaglia”.

Meloni ha la forza per reggere?
“Come leader ha grandi qualità, anche se io resto dell’idea che non abbia una classe dirigente all’altezza. Non resta che vederla all’opera. Ha iniziato a fare prove tecniche di accettazione da parte dell’establishment con la posizione filo Usa e filo Nato sulla guerra in Ucraina e cercherà di farsi accettare, purtroppo penso che la cupola la combatterà”.

Chi fa parte della cupola? L’Europa?
“Quella cappa di conformismo che ormai governa l’Occidente ed espelle chi non è allineato. La stessa cupola che applaude con entusiasmo ed euforia per la caduta di Johnson e poi prega e scongiura che Draghi resti. Eppure in entrambi i casi c’è l’emergenza guerra, Covid e crisi.  chiaro che le cancellerie europee sarebbero contro Meloni.  Ecco perché penso a un premier terzo e di mediazione”.

Quale sarà il rapporto Meloni-Mattarella?
“Chiaramente non gradirebbe l’elezione o comunque la leadership di Meloni. Dovrebbe farci i conti come Napolitano e Scalfaro (per poco) con Berlusconi. Accadrà di tutto prima del voto e faranno di tutto per sbarrare la strada alla leader di Fratelli d’Italia”.

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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