Davanti al Santo Sepolcro a Gerusalemme
E poi un giorno ti trovi al cospetto del Sepolcro di Gesù Cristo, a Gerusalemme. Hai tardato una vita, ma un giorno di dicembre sei inginocchiato per pochi secondi davanti alla tomba di Gesù e pensi in quell’attimo assoluto al riassunto infinito dei Tempi, alla Storia di tutte le storie, alla Madre, ai testimoni, ai martiri, ai santi, ai crociati e a quanti nei secoli sacrificarono la vita per esserGli vicino.
Ti prende un senso di vertiginosa inadeguatezza davanti al Figlio di Dio che qui assunse umanità ma anche rispetto a chi spese la vita per venire qui missionario o pellegrino a Gerusalemme, nella capitale del Dio unico che si spezzò in tre Unici Dei e poi ancora in altre religioni…
Stridore di monoteismi.
E più assurdi ti sembrano i due monaci greco-bizantini che con metodi poco ortodossi governano l’accesso al Luogo del Signore ed esortano mentre tu sei raccolto in ginocchio davanti a Lui ad alimentare la cesta traboccante di dollari che sovrasta la breccia del Sepolcro.
Ma ancor più ti sgomenta trovarti davanti alla Tomba dove Cristo risorse e nel nome di quella Resurrezione fiumi di umanità versarono speranze e dolori, lacrime e sangue.
Il resto è secondario, le armi che vedi agli angoli delle strade, il clima di guerra che avverti nell’aria, le proclamazioni di Trump e dell’Onu, la fretta impaurita dei viandanti, il Muro del Pianto e le ricchezze di una città che patisce l’inferno per eccessiva concentrazione di paradisi. Gerusalemme celeste.
Qui è il centro del mondo, il cuore del tempo e la breccia nel muro per spiare l’Aldilà.
MV, 28 dicembre 2017
