L’italiano porta male a sé stesso

Anche se non si dovrebbe dire, ma noi italiani non solo non ci vogliamo bene ma ci portiamo male. Esercitiamo il potere jettatorio su noi stessi con abnegazione e sprezzo del pericolo. Ce la tiriamo addosso. Motivi per piangerci addosso certo non mancano, ma noi ne facciamo un’arte e un vizio plateale. Nel collasso delle attività produttive, ci è rimasta una produzione impressionante di auto-sfiga, da primato mondiale, che viene esibita nei tg con dovizia e nequizia.

Ci regaliamo funerali a sorpresa. Un connazionale che ci attraversa la strada è peggio di un gatto nero; quando gli italiani si salutano o si vedono allo specchio dovrebbero toccare ferro o grattarsi i genitali. Rieccolo il superstizioso. Sì, un po’ si. Ma un gran filosofo e filologo come Vico spiegava che la superstizione, come dice la parola, è il residuo superstite di verità degenerate o dimenticate. E poi è meglio essere superstiziosi che cinici. Nel caso italiano, però, portarsi sfiga vuol dire pensare negativo, amplificare la crisi col ripeterselo di continuo e con la drammaturgia collettiva, arrendersi a mali ritenuti inevitabili.

Il grande fisico Niels Bohr aveva un ferro di cavallo attaccato alla porta perché, si giustificava, “dicono che porti fortuna”. Ma come, professore, gli obiettarono i suoi allievi, lei è uno scienziato insigne, è un fisico, non può credere a queste superstizioni. E lui rispose: “Certo che non ci credo, però pare che porti fortuna anche a quelli che non ci credono”. Italiani, basta con il lutto preventivo, munitevi di corno e ferro di cavallo e smettetela di tirarvela addosso.

MV, 24 luglio 2018

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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