L’uomo che salverà l’Italia
Si chiama Salvino Di Meglio l’uomo che salverà l’Italia. Me l’ha detto una veggente. Ha 39 anni e non lo conosce nessuno perchè ha vissuto tra il paese natio e l’estero dove ha studiato, poi ha fatto fortuna in Nuova Zelanda con una fattoria tecnologica, è tornato in Italia e ha fondato una masseria platonica di successo, dove coltiva la terra e alleva uomini, piante e animali. Vive in un trullo in campagna, vicino al mare. Si fa il pane e il software da solo, indossa la tunica, ama il sole e s’ignora la sua vita privata.
Salvino Di Meglio ha studiato come salvare l’Italia e ha sperimentato le sue idee sul campo, fondando un’Italia in miniatura nella sua fattoria, selezionando i migliori. Salvino Di Meglio ha un programma per rifondare l’Italia. Il suo primo atto sarà dichiarare fallito lo Stato italiano, azzerare il debito e poi rifondarne uno nuovo, pulito.
Dimezzerà la spesa pubblica, di ogni tassa si preciserà l’uso, il popolo sovrano batterà moneta parallela all’euro. Punterà sull’agricoltura, l’arte e il turismo, l’hi tech, l’alchimia e affiderà i siti in degrado, le scuole e le imprese in malora a cooperative di giovani e anziani, lavoratori e imprenditori associati, per rivitalizzarli con un mix originale di antico e futuro.
La sua formula vincente è il passato e l’avvenire si danno la mano, in un patto di adozione reciproca tra giovani e anziani; assistenza e vigore in cambio di sostegno ed esperienza. La patria si festeggerà con musica, danze e poesia. Lo accuseranno di guidare l’Italia in Stato di ebbrezza e gli spareranno bombe di spread e cannonate di sanzioni. Lo accuseranno di avere i baffetti anche se è glabro in volto, di essere pelatone anche se ha una bella chioma, di essere xenofobo quando è solo italofilo. Perché lui non carpì il voto agli italiani, ma si votò all’Italia.
(divertissement scritto prima che si affacciasse l’ipotesi di un governo gialloverde)
MV
