Replica a “Il Giornale”

Replica a “Il Giornale”

Si legge che secondo Il Giornale non vi sarebbe nessun proposito dell’Editore di abolire la rubrica cucù ma si tratterebbe solo di un effetto dello stato di crisi del Giornale e dell’iniqua legge Renzi sui prepensionamenti. Se si trattasse solo di questo non si spiegherebbe perché:

1) la rubrica quotidiana cucù, uscita regolarmente per quattro anni, è stata negli ultimi mesi ridotta a cinque, quattro, tre volte a settimana;

2) su alcuni argomenti sensibili, come mai era accaduto, è del tutto saltata (cinque volte nel primo scorcio del 2015), e ancora più numerosi i giorni in cui è slittata. Senza entrare nel dettaglio…

3) al posto della rubrica cucù ne è stata collocata un’altra: oltre quella di Alberoni promossa alla domenica, facendo così saltare un altro giorno al cucù, per il lunedì è sorta una rubrica graficamente identica al cucù sullo sport. E pure sul sito del giornale la rubrica è stata sostituita, già prima che interrompessi, da quella di Ostellino (il Giornale in crisi però si permette qualche lusso di nuovi acquisti).

4) la firma non è apparsa tra le firme con cui il giornale ha annunciato la nascita di un inserto culturale, e gli articoli che erano stati richiesti e concordati come pezzi portanti d’apertura vengono relegati all’interno.

5) le mail in cui Veneziani affrontava in linea riservata l’amarezza e la sorpresa nel veder sparire così spesso il cucù, non hanno ricevuto neanche una risposta dal direttore o da chi ne fa le veci.

6) tutto questo è avvenuto dopo aver esplicitato la sua critica alla pascalizzazione di Berlusconi e all’assenza ormai da tempo di un disegno ed un messaggio politico per ripiegare esclusivamente sul piano personale (sulla fine del berlusconismo ne scriveva invece da anni); critiche, si badi bene, precedenti alla comunicazione fatta dall’editore, tramite un’impiegata, che avrebbe dovuto lasciare il giornale. Poi convocato a Milano, Veneziani ha appreso solo arrivando in sede all’ora stabilita che quel giorno il direttore amministrativo non era in sede o si era improvvisamente ammalato)
È dunque lecito chiedersi se una firma strategica del giornale possa essere cancellata, come non è accaduto agli altri giornali in stato di crisi, senza tentare di salvarla, come gli è stato ribadito dall’Editore tramite il direttore amministrativo in un successivo incontro.

La conclusione legittima è che l’Editore (non il Direttore) ha colto l’occasione dello stato di crisi per liberarsi di una presenza negli ultimi tempi sgradita. Veneziani conferma che negli anni precedenti la sua libertà d’espressione e dissenso era stata garantita; ma nella fase finale e patologica del berlusconismo, all’insegna del cacciare cacciare, la musica è cambiata. Forse è la sigla di chiusura. 
(red.)

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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