Se la verità è una bugia ben organizzata

Se la verità è una bugia ben organizzata

Cosa manca alla vita, alla storia, al mondo e ai rapporti umani? Manca la verità.  Non la verità imposta col sangue dai tiranni e dai fanatici, non la verità come somma delle opinioni e delle statistica, ma la verità dell’essere, disarmante e disarmata. Provo a condensare dieci frammenti di verità per farne una intera. Impresa folle, ma alla verità forse si accede dalla pazzia.

I- La verità esiste ma nessuno ne detiene il monopolio. Nessuno ha la verità in mano ma noi siamo nelle mani della verità. Non è la verità a uccidere la libertà, ma chi parla e decide in suo nome, chi se ne arroga l’esclusiva. La verità esiste ed è innocente. Ribellarsi alla verità può essere eroico o tragico, può generare sogni, deliri e opere d’arte, ma la realtà senza verità degrada.

II- La verità è corrotta dai suoi surrogati. La menzogna è insolente, sfacciata. Sopprime la verità ma non la corrompe. A corromperla sono le mezze o doppie verità, le verità deviate, le sue controfigure: la norma, il canone ideologico imposto dal potere, dal mercato, dalla setta o dalla casta. La verità, in questi casi, è solo una bugia ben organizzata, potente e codificata.  Ma non si può avversare la menzogna e poi sostenere che non esiste la verità, solo le interpretazioni. Così si riduce la verità a una variabile soggettiva.

III- L’ipocrisia non è il contrario della verità, ma il suo galateo. L’ipocrisia non è come la menzogna; è un velo dorato sul vivere civile, funge da imene della verità, perché la tutela, ne impedisce lo scempio. La verità attiene allo stato delle cose, l’ipocrisia quando è premura di non ferire e non nuocere riguarda la delicatezza nelle relazioni. Chi dichiara guerra all’ipocrisia poi dichiara morta la verità. Squarcia il velo per nulla.

IV– La verità non è rivoluzionaria né reazionaria. Il motto di Gramsci “la verità è rivoluzionaria” si è tradotto in pratica così: la verità è subordinata alla Rivoluzione, è sottomessa al Partito; vero è ciò che giova a esso, falso ciò che a esso nuoce. Così nasce la Pravda, la verità al servizio della menzogna, e muore la verità. Ma si spegne la verità anche se le si antepone l’ordine o le apparenze, per carità di patria, per tutelare i popoli o per non sovvertire lo status quo.

V- La verità combacia con la realtà tramite l’intelligenza. Per S. Tommaso la verità è adaequatio rei et intellectus, è il combaciare tra l’intelletto e la realtà. Per Vico il vero e il fatto convertuntur, convergono tramite l’intelligenza. Al vero non basta solo l’evidenza della vita o solo la coerenza del pensiero, ma la verità è la loro unione nuziale. Di rado la verità sorge spontanea e immediata. Più spesso va coltivata e ricercata.

VI- La verità è splendore divino ma abbaglia. Veritatis Splendor, diceva Giovanni Paolo II. Ma il bagliore della verità acceca e a volte esige di velarsi. La pia fraus dei cristiani e le necessarie menzogne platoniche, il bello mentire di Campanella e la dissimulazione onesta di Accetto, il velo apollineo di Nietzsche, sono espedienti per non restare accecati o ustionati dalla verità.

VII- La verità si addice più ai vinti che ai vincitori. La verità per Simone Weil è “l’eterna fuggiasca dal campo dei vincitori”. L’ingordigia del vincitore, la retorica del trionfo, l’apoteosi della forza poco si addicono alla verità. Più consona è la malinconia della sconfitta, perché chi perde in terra cerca riparo in cielo, è disarmato, si consola con il vero, finge meno.

VIII- La verità è un pensiero forte in un corpo fragile. Non è vero che la   verità alla fine trionfa. La verità spesso è inerme, la sua voce è flebile. Non dispone di grandi poteri, anzi solitamente si oppone ad essi. Al contrario della nostra epoca dominata dal pensiero debole e dai poteri forti, la verità è possente nel pensiero ma è carente nella forza. A volte segreta ma a volte la verità si nasconde nell’evidenza.

IX– La verità fu in principio e sarà alla fine, ma non durante. La verità arriva troppo presto o troppo tardi. Albeggia all’origine, è l’ardore degli inizi, poi si eclissa durante il giorno, si nasconde nella vita e nei suoi compromessi. Poi riemerge al crepuscolo, quando il giorno è sfinito, siamo stanchi di finzioni per vivere e abbiamo fame di verità. La verità sopraggiunge sul calare della notte. Nella vita la verità è spesso un ricordo e un presagio.

X- La verità non si possiede, si ama. Nessuno ha il possesso della verità, al più la sfiora, vi accede in uno squarcio, o la intravede. Nella migliore delle ipotesi la verità ci possiede, ma noi non possediamo lei. Il massimo a cui possiamo aspirare è di essere amanti e cercatori della verità, nutrire passione per lei fino a preferirla ad ogni altra cosa. La libertà è il mezzo, la verità è il fine.
 
In un memorabile aut aut tra Cristo e la Verità, Dostoevskij scelse Cristo. Noi scegliamo la Verità, pur nell’incertezza. Cristo sarà con lei e ci perdonerà. Non è pensabile un Dio che si opponga alla verità. O non esiste Lui o non è la verità.

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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