Articoli

Procediamo per fallimenti alternati

Pubblicato il 27 giugno 2017

Mettiamo da parte i vessilli e le tifoserie e proviamo a ricavare una lezione dai ballottaggi di domenica scorsa. Per cominciare c’è una regola che ormai vige da tempo nel voto: perde chi governa, vince chi... Continua la lettura


L’Italia in mano a quattro vecchi

Pubblicato il 26 giugno 2017

Ma chi è oggi il numero uno in Italia? Fino a l’anno scorso avremmo detto senza indugi Matteo Renzi. Era lui il protagonista assoluto, Dominus e Istrione senza rivali, incarnazione del Potere e della sua Comunicazione.... Continua la lettura


Zingari o Rom, realtà o menzogna

Pubblicato il 24 giugno 2017

La leggenda dei rom e la realtà degli zingari. Se volete capire che cos’è il politicamente corretto inalberato dalla sinistra e adottato da quasi tutti i media, e quali  danni realmente produce nella vita quotidiana, i... Continua la lettura


L’arto fantasma

Pubblicato il 22 giugno 2017

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola Ho passato mezza vita a difendere, motivare, ripensare la destra. E ho passato l’altra metà a riconoscere che è superata, tramontata, inadeguata. Per fortuna nel mezzo ho fatto e... Continua la lettura


Quel paese così vitale, così mutato

Pubblicato il 22 giugno 2017

È stato chiesto a MV di svolgere la traccia della maturità dedicata al boom economico dell’Italia negli anni 50 e 60 A cavallo tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, l’Italia cambiò come mai era... Continua la lettura


L’imbecille globale è al potere

Pubblicato il 19 giugno 2017

Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille... Continua la lettura


Ius soli? Non regge da solo

Pubblicato il 17 giugno 2017

Ma cos’è questa frenesia di approvare lo ius soli in un momento in cui gli italiani si sentono assediati, circondati, invasi da imponenti flussi migratori? Perché un Paese col più pesante deficit della sua storia, afflitto... Continua la lettura


L’Italia finisce dopo cena

Pubblicato il 15 giugno 2017

Se volete avere una proiezione su cosa diventerà l’Italia tra pochi anni, uscite la sera dopo cena. Prendete il bus, la metro, il treno. Andate alla stazione Termini e nei suoi paraggi o comunque intorno alle... Continua la lettura


Il voto psicolabile

Pubblicato il 13 giugno 2017

Non si fa in tempo a dire che l’onda populista di Grillo sommergerà l’Italia che un test importante delle amministrative ti smentisce in modo secco: il Movimento 5 stelle arretra e l’unico che si salva dalla... Continua la lettura


Abolite la Rai

Pubblicato il 12 giugno 2017

Ma a che serve la Rai? Non fa servizio pubblico da svariati anni, non produce programmi di qualità per far crescere civilmente e culturalmente l’Italia, non inventa nulla di nuovo come format, autori, registi, giornalisti, artisti,... Continua la lettura


Non ci resta che il golpe?

Pubblicato il 10 giugno 2017

In altri tempi la gente avrebbe invocato la dittatura. Ma, si diciamo la parola impronunciabile, dittatura. Quando la politica dà quello spettacolo di sé, incapace non solo di decidere e di governare ma perfino di accordarsi... Continua la lettura


Ma al voto in fretta per far che?

Pubblicato il 8 giugno 2017

Ma cos’è questa ossessione di andare a votare in anticipo? E per giunta in anticipo ridicolo, di soli sei mesi? È caduto il governo? È morto Gentiloni, anche se non ci eravamo accorto che era vivo?... Continua la lettura


Basta col vecchio, vogliamo l’antico

Pubblicato il 7 giugno 2017

Domenica si vota in una marea di Comuni, tutti hanno capito l’aria che tira e si presentano come innovatori, giovani, vergini della politica, rottamatori del vecchio. A me che piace andare contromano, vi dirò di un... Continua la lettura


La palombella rossa di nome Boldrini

Pubblicato il 4 giugno 2017

Anche se aspira a presentarsi come la colomba della pace, la Boldrini ha l’aria del tacchino prima del giorno del Ringraziamento. Implora e impreca già con le sopracciglia, aggrottate a mo’ di preghiera e con l’occhio... Continua la lettura


Destrofobia

Pubblicato il 3 giugno 2017

La destra non c’è più, in compenso dilaga la destrofobia. Sparisce la destra o si riduce a piccola cosa, viaggia sotto falso nome, dentro nuove o vecchie etichette – moderati, liberali o populisti – si mimetizza... Continua la lettura


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    Maturità, quel giugno sotto esame...

    "Ho un ricordo radioso di quel giugno sotto esame, anche se erano i tempi del colera. Studiavo al mare, con mezzo busto immerso negli studi e mezzo nell’acqua.

    Nel pomeriggio mi rifugiavo con un amico in una lavanderia, sulla terrazza che doveva essere più fresca e isolata ma che era diventata la succursale di un suk tanto era calda e trafficata. Oppure fuggivo in campagna sotto un albero di fico.

    E là ricordo che per ogni pagina di Fichte e Hegel, con sottofondo di cicale e di zanzare, mi pappavo un fiorone, una prunella, o un racioppo di ciliegie appena colte dall’albero.

    Alcune pagine dei miei libri d’esami recano tracce sanguigne; ma niente spavento, non avevo gettato il sangue sui libri, erano solo gelsi schizzati tra le mani. Quel mese fu una splendida agonia tra il mare e la campagna, in una infinita controra durata il giugno intero. (...)

    Ricordo come in un film gli sguardi angosciati dei miei compagni di classe il giorno degli scritti, quelle facce disoneste che tramavano alle spalle dei docenti o che imploravano, con aria tra il pietoso e il criminale, copie sottobanco; e ricordo come in un sogno i capannelli ansiosi intorno a chi era reduce dall’orale, «Che ti ha chiesto, che ti ha chiesto…».

    C’erano quattro categorie tra i miei compagni: i finto-preparati, che simulavano di sapere un sacco e non sapevano un tubo, soprattutto tra le ragazze che impestavano con le chiacchiere per intortare i docenti; i finto-impreparati, che si schernivano dicendo di aver studiato gli ultimi due giorni ma non era vero, smazzavano da una vita; gli straculi, che studiavano solo una cosetta e venivano interrogati giusto su quella; e, viceversa, gli sfigati, che lamentavano esattamente l’inverso: «Avevo studiato tutto, eccetto quella cosetta lì, e quel bastardo mi ha chiesto proprio quella».

    C’erano poi i compiacenti, i seducenti, gli ammiccanti, ma anche gli indisponenti, i cazzeggianti, i terrorizzati e i finto-malati che cercavano di suscitare pena con febbri, malori e pallori procurati.

    Vedevi fior di banditi con la faccia pia della prima comunione; Saverio, che arroventava la maniglia con l’accendino per far ustionare la professoressa di chimica, ora sembrava un santo; Pippo, che inviava bustine di peli del suo pube alle compagne di classe, ora guardava i professori con sguardo puro da colomba; Mauro, che si esprimeva solo in dialetto e con bestemmie atroci, ora si dava le arie delicate del poeta crepuscolare…

    Gli esami furono un mirabile esempio di evoluzionismo darwiniano, o di metamorfosi kafkiana. Alcuni di loro non li ho più visti da quei giorni; a volte penso che stiano seduti ancora là in attesa di chiamata. È l’incertezza dei sogni.

    Non andai mai a vedere i quadri, partii e credetti al sentito dire dei miei amici. Sicché ancora non so se veramente fui maturato oppure no…

    MV, Ritorno a sud
    ... EspandiRiduci

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