Attenti al Lombardo-Veneto

In Sicilia si è finalmente ricomposto il centro-destra ma in Lombardia e in Veneto rischia di scomporsi. L’autunno italiano prevede infatti due scadenze significative.

A sud le elezioni amministrative in Sicilia, dove Berlusconi e Salvini si sono stretti intorno a Giorgia Meloni per sostenere la candidatura di Musumeci, che parte come favorita.

E a nord il 22 ottobre ci sarà il referendum sull’autonomia del Lombardo-Veneto come si chiamava ai tempi dell’Impero austrungarico, promosso sotto l’egida dei due governatori leghisti, Maroni e Zaia. E lì, giocoforza, due alleati che si chiamano non a caso Forza Italia e Fratelli d’Italia inevitabilmente divergeranno dalla spinta autonomista, cripto-secessionista, che ancora serpeggia nella Lega.

Non c’è per ora clima di ostilità su questo tema, Salvini stesso non sembra voler cavalcare questo referendum anche se l’idea di scaricare l’Italia, pensando così di mettersi in salvo, piace da tempo a tanti lombardi e veneti.

Ma sostenere una battaglia così, fa tornare ai tempi padani e secessionisti di Bossi, ed è sicuramente una bomba a orologeria sul cammino del centro-destra verso il possibile governo della nazione.

Certo, rende un favore all’inguaiata sinistra che si frantuma nel suo fronte sinistro tra veti e odii e tra i più moderati sembra voler sostituire l’istrionico e logorroico Renzi col catatonico Gentiloni, col felpato Franceschini e col fattivo Minniti.

Ma il referendum lombardo-veneto non è solo un duro colpo al centro-destra, è anche e soprattutto un siluro allo stesso Salvini. In un momento in cui la Lega vuole accreditarsi come forza nazionale, guida sovranista del centro-destra, un referendum come questo la precipita nel suo passato, la restituisce all’utopia sfascista della Padania.

Salvini sembra in questo momento prigioniero del passato. Infatti la sua leadership è insidiata dal ritorno di tre fantasmi del passato: la leadership di Berlusconi che ha ripreso smalto e vigore negli ultimi tempi, le eredità di Bossi, anche in termini di guai finanziari per le disastrate casse della Lega, il rigurgito secessionista padano.

La richiesta dei giudici di restituire allo Stato una cifra enorme del finanziamento pubblico per la malagestione ai tempi di Bossi, è un colpo basso e letale alla Lega di Salvini, che rischia di stritolarla, se non subentra una revisione della decisione, un patteggiamento o peggio un compromesso.

Oltretutto, sul piano politico ed etico, appare ingiusto far pagare alla Lega, ai leader d’oggi e soprattutto ai suoi elettori le colpe e gli sperperi che ha subito da parte del vecchio leader, non a caso deposto. Significa far pagare due volte alla lega gli errori di Bossi.

Comunque questa situazione indebolisce ulteriormente l’ambizione salviniana di capeggiare il fronte sovranista.

In questa situazione, cresce il ruolo di Fratelli d’Italia, più coerente come forza sovranista nazionale e punto d’equilibrio tra le tentazioni centriste e inciuciste di Berlusconi e le tentazioni nordiste e padane della Lega.

Ma è necessario spegnere, depotenziare, disattivare l’effetto del referendum se il centro-destra vuol tentare di presentarsi poi in primavera come credibile alternativa di governo, con serie possibilità di farcela.

Anche se manca ancora qualche “piccolo” dettaglio: un leader riconosciuto da tutti, un candidato premier e una squadra credibile di governo con un progetto comune e un programma efficace e condiviso…

MV, Il Tempo 4 settembre 2017

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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