Berlusconi in amore rincuora gli italiani

L’amore ai tempi del colera. Vorrei raccontarvi una storia fantastica ma vera che rincuora un paese sottoterra. Una storia d’amore ai tempi del coleravirus. Leggi ogni giorno il bollettino della disfatta, un necrologio continuo di centinaia di ultraottantenni che debilitati o già malati, muoiono a causa del covid-19. Poi leggi la storia confortante di un quasi 84enne lombardo, come gran parte delle vittime anziane del coronavirus, uno che ha avuto non pochi guai e problemi seri di salute, lungo una ricca ma tribolata vita, che si fidanza e comincia una nuova storia d’amore in piena epidemia.

Il vegliardo in questione non è un vecchietto qualunque ma è nientepopodimeno che Silvio Berlusconi. E la fidanzata che lo ha fascinato, per alludere al suo cognome, non è una vecchietta come lui, a differenza dell’amore raccontato nel romanzo di Gabriel Garcia Marquez ai tempi del colera in Colombia. Ma è una trentenne in fiore che sostituisce una trentaquattrenne e diventa la Regina d’Arcore. Marta Fascina, parlamentare calabrese e un po’ campana pure issa, ma più riservata, meno invasiva, della precedente fidanzata corregionale. Prima di fidanzarsi con Berlusconi ha avuto le stimmate che annunziavano l’avvento del promesso sposo; infatti narrano che nei mesi scorsi apparvero tatuate sul suo corpo le iniziali del Fidanzato. SB, Santo Berlusca. Miracolo.

Ecco una bella, consolante storia d’amore in piena quarantena con relativa depressione di massa. Qualcuno dirà: ma saranno pure fatti loro, no? Rispetta la privacy. Ha pienamente ragione ma la vita sentimentale, coniugale e perfino sessuale del Cavaliere è stata per anni Ragion di Stato e gossip planetario, in cinemascope. Non siamo dunque noi che ci intromettiamo nella privacy di Berlusconi ma è la privacy di Berlusconi che si è intromessa nella vita pubblica del pianeta. L’organo di Berlusconi è stato per decenni organo di stato, ha suscitato indagini e referti della magistratura, ha prodotto crisi internazionali, rotture diplomatiche, sbalzi della Borsa. Ha coinvolto mezzo mondo, dal lettone di Putin alla nipote di Mubarak, buonanima. Per anni Berlusconi è stato considerato un satiro allupato: Priapo, Re di Troia. Persino lo spread s’impennava a ogni vero o presunto bunga-bunga del premier Silvio Boccaccioni col suo Decamerone. Ora il Cavaliere senza paura riparte lancia in resta e riprende le sue gesta d’amore, non a caso in terra provenzale.

Del resto pure la sua ultima storia con Francesca Pascale ha avuto un’influenza (nefasta) sul Berlusconi politico; lo ha spinto a certe cadute lesbo-animaliste, a certe derive eco-radical-transgender e lo ha fatto slittare su posizioni a lui estranee, ma gradite alla trans-sinistra. Quindi, se permettete, siamo contenti che Berlusconi abbia scelto un’altra fidanzata, si sia liberato della signora, seppure in modo galante e presumo oneroso. E siamo contenti che la nuova ragazza del playoldboy sia più discreta della precedente, per giunta gradita alla famiglia dello sposo, accettata pure dalla figlia Marina, che funge ormai da suocera delle sue fidanzate.

Nonostante il tono scanzonato, non c’è un filo di sarcasmo in quel che dico e non ho stavolta alcuna voglia di criticare Berlusconi, anzi. Vorrei ringraziarlo davvero, con tutto il cuore e i polmoni. Se m’intrometto nella sua privacy non è per spifferare in giro quel che appartiene alla sua vita privata: ma per dare coraggio tramite il suo audace esempio a un paese costretto all’ipocondria e far capire alla gente in paranoia che l’amore fiorisce anche laddove si affaccia la morte. Berlusconi ha tirato su per un momento il morale nazionale, ha dato una speranza agli ottuagenari, ha fatto capire che a quell’età possono capitare non solo infezioni polmonari ma anche passioni insperate, agguati amorosi e ritorni di fiamma. Certo, lui è un’eccezione privilegiata, è straricco, si può permettere tante cose negate ai comuni mortali. Ma è un arcitaliano, è la gigantografia dell’italiano, e – in scala – può essere d’esempio o di conforto. Ha dimostrato di essere uno che non s’arrende e contagia col suo ottimismo anche in piena epidemia.

Il suo messaggio al Paese è stato più positivo e meno ansiogeno di quelli televisivi di Mattarella e Conte; il suo esempio è servito più di centomila fiale d’amuchina. A vederlo sembra la controfigura di se stesso, una specie di ologramma del Cavaliere di una volta, rattoppato, liftato, plastificato; e invece se ne frega dell’età, delle malattie e del virus, scommette sul futuro, investe ancora sull’amore, nonostante le mazzate colossali che ha subito, lancia un amo di fiducia a un paese di vecchi, malati e ospedalizzati. Stavolta Berlusconi ha davvero sollevato l’umore del paese senza raccontare le sue terribili barzellette, senza sparare promesse a vanvera di salvezza, benessere e dentiere per tutti. È tornato l’amico degli italiani; e gli vorrei dire, bando a delusioni e rancori, che gli auguro ogni bene e ogni felicità.

Non lo vedo più come leader politico, ormai, ma come testimonial della quarta età, combattente dell’amore contro la morte, leggendario simulatore di gioventù in piena vecchiaia. Col suo inverosimile sorriso, col suo occhio tirato da metri di lifting, con tutta quella sua ricostruzione artificiale, compreso il leggendario capolavoro di edilizia erotica che il volgo chiama pompetta, ha ridato un po’ di umanità a questo mondo abbrutito da un virus e avvilito da tanta paura. Grazie, Presidente piccioncino, che la salute l’accompagni ancora a lungo. Si goda lo scettro senza corona.

MV, La Verità 8 marzo 2020

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    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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