È tempo di avventura spirituale

leggenda di fiore

Intervista di Chiara Proietti per Il Tempo del 22 aprile 2021

Un libro che propone un cammino, quello di Fiore, un itinerario spirituale che, capitolo dopo capitolo, porta il protagonista – ed insieme a lui il lettore – a porsi importanti interrogativi umani, esistenziali e spirituali. Un libro che ha una valenza letteraria e spirituale. Ma cosa si intende per cammino spirituale?

La leggenda di Fiore è un romanzo spirituale che racconta la vita e la ricerca di un personaggio favoloso, Fiore, in cammino verso l’Oriente, in cerca di Verità. Tra avventura e nostalgia, Fiore incontra uomini speciali, esperienze, animali e luoghi straordinari. E diventa un asceta gioioso, dà insegnamenti ma rifugge dagli allievi; veste con un saio, un cappello a cono, un bastone e un rosario. Dal priore del convento dove fu soccorso e curato in seguito a un’epidemia, Fiore ebbe in consegna il libro segreto di Gioacchino da Fiore, citato da secoli e mai ritrovato. L’eremita dei sette sigilli aveva annunciato la salvezza con l’avvento dell’età dello spirito: tramontata l’età del Padre, che fu l’antichità, eclissata l’età del Figlio, che fu la modernità, prima cristiana e poi tecnologica, verrà l’età dello Spirito. Fiore ha in consegna quest’opera e si sente quasi l’iniziatore di una tradizione…

Nel suo libro parla di un cammino verso Oriente. Qual è il confronto inevitabile che Fiore dovrà fare tra la conoscenza religiosa che già conosce ed altre forme di spiritualità? In che modo il “cammino” diventa un dialogo e trova dei punti d’incontro con altre religioni e percorsi spirituali?

Taluni quando sentono parlare di spiritualità traducono sbrigativamente “è roba di Chiesa o di catechesi; e altri, altrettanto superficialmente, alla parola spiritualità uniscono il richiamo nascosto a sette esoteriche, come ha fatto pure qualche grande giornale. In realtà questa leggenda non appartiene né al genere della letteratura strettamente cristiana né al genere delle sette new age; è un cammino spirituale, non religioso né settario, libero, alla luce del sole, una ricerca di verità che vagamente somiglia a Zarathustra e a Siddharta. Fiore viaggia verso Oriente e poi va nell’estremo Occidente, viaggiando sempre di sud in sud. Poi si ritira nel suo eremo a forma di trullo.

Esiste un’unità trascendente delle religioni in cui è possibile pensare che il cammino spirituale dell’uomo tenda ad un’unica verità trascendente? Gesù, nel Vangelo di Giovanni, dice che “e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità… Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi”. Il cammino dello Spirito dunque appartiene a tutti gli uomini secondo il messaggio del Vangelo. Possiamo dire che viviamo l’età dello Spirito Santo? Si tratta di un viaggio di tutti gli uomini verso un “centro” comune?

Nelle mie pagine suggerisco che il cammino spirituale di ciascuno prenda le mosse dalla propria tradizione religiosa e spirituale, dalla propria liturgia e dai simboli e riti che sono più consoni; ciascuno segua la propria strada, ma alla fine le vie dello spirito convergono verso uno stesso centro, sono un cammino verso la verità. È quella che pensatori della tradizione chiamano “l’unità trascendente delle religioni” e non va confuso con l’ecumenismo che conduce a una specie di religione umanitaria. Ogni via del sacro resta nella sua dignità e nella sua identità, ma punta verso un centro che è l’Essere, e nel linguaggio gioachimita è lo Spirito Santo, e non il mondo unificato, l’umanità globale ed egualitaria, che vive senza barriere e senza differenze.

C’è un capitolo dedicato ai Papi nella cristianità e, in particolare, Fiore dialoga con un Papa. Di chi si tratta? Cosa emerge da questo confronto?

Fiore affronta il travaglio della cristianità attraverso un casuale incontro in un luogo esotico con il Papa che si è dimesso come il suo predecessore, ha lasciato gli abiti sacerdotali e vive nascosto. Con lui, definito “il Santo Padre che volle farsi fratello”, ha un dialogo molto serrato. I retroscena della sua rinuncia, la tempesta nella Chiesa fra tre papi viventi, il nuovo papa venuto dall’Asia. Un capitolo allusivo al papato presente, seguito da un confronto di verità con la fede cristiana.

Insomma il suo libro è un itinerario spirituale ma non esclude lo sguardo al nostro presente…

È inevitabile. Fiore è stato concepito in quarantena, durante la lunga cattività del lockdown, ed esprime il desiderio di grandi spazi, lunghi viaggi, amori fruttuosi e conoscenza. È un libro che mi ha trasformato e che penso potrà trasformare il lettore se entrerà in sintonia con Fiore. Si rivolge ai cuori intelligenti e aspira a liberarci dalla miseria spirituale del presente. Vuol dimostrare che la vita spirituale non è afflizione e non è solo rinuncia, ma anche bellezza e pienezza di vita. E parlare di spirito è già una bella scommessa per i nostri tempi, l’editoria corrente, la dominazione culturale al potere da svariati anni….

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