Tempo perduto e tempo ritrovato

Marcello Veneziani, scrittore, filosofo maître à penser della destra italiana al festival Popsophia interverrà stasera in piazza del Popolo (ore 21.30) prima del Philoshow “Il tempo perduto”, la poetica della nostalgia ideato e diretto da Lucrezia Ercoli. E proprio il tema del tempo, legato a doppio filo a quello della nostalgia, sarà il centro delle riflessioni dell’intellettuale pugliese. 

1) Veneziani, secondo lei che tempo stiamo vivendo?

Direi il tempo dell’angoscia. Viviamo sotto il dominio delle emergenze – pandemia, guerra, collasso ambientale, carestia economica e nel nome di queste emergenze si è instaurata una dominazione assoluta, che esige restrizioni, rinunce, vigilanza e controlli sempre più capillari.

2) È questo davvero un tempo ritrovato o ne stiamo perdendo il senso?

Viviamo sotto la dittatura del presente, che non permette di coltivare tempi perduti o ritrovati, cancella il passato. Consegnato il futuro all’angoscia, ripieghiamo sull’attaccamento morboso al presente, di cui siamo prigionieri.

3) E secondo lei che ruolo gioca la nostalgia nelle nostre vite?

La nostalgia è una dimensione essenziale, costitutiva dell’animo umano. Siamo animali nostalgici, anche quando ci volgiamo al futuro. E l’assedio alla nostalgia, nel tentativo di sradicarla, è una minaccia alla nostra umanità.

4) Non è d’accordo sul fatto che la nostalgia ci renda impotenti rispetto a una visione di futuro?

 C’è nostalgia e nostalgia. C’è la nostalgia che inibisce la voglia del futuro e impedisce di vivere il presente, c’è la nostalgia come alibi per non scegliere, non vivere, non fare. E c’è la nostalgia come sentimento dell’origine, legame di fedeltà e di amore verso i cari perduti, i miti e gli eroi, ma anche verso la propria infanzia e giovinezza.

5) Quanta nostalgia c’è dietro a tutto quello che sta accadendo nel mondo?

C’è più revanscismo che nostalgia, volontà di ripristinare imperi e poteri perduti; da parte degli USA e della Russia. La nostalgia riguarda semmai chi patisce quel che sta accadendo nel presente e vorrebbe riavere libertà e identità perdute.

6) Lei si sente un nostalgico? Pensa in fondo che le cose funzionassero meglio un tempo?

Quel tipo di nostalgia ha poco senso anche perché riguarda ogni epoca e ogni generazione che rimpiange il passato. E nei paragoni storici bisogna considerare lo scarto inevitabile dei tempi e confrontare perdite e conquiste. 

7) C’è più nostalgia nella destra o nella sinistra italiana?

Per un conservatore la nostalgia è più “ naturale” e coerente , per un progressista è innaturale e contraddittoria. Ma in ambedue c’è solo l’attenzione all’immediato. (

Il Resto del Carlino,7 luglio 2022)

Ti potrebbero interessare

Scontenti in vigile attesa Intervista a cura di Alberto Folgheraiter per il T Quotidiano Giornalista, scrittore e filosofo. Nell’argenteria degli intellettuali di destra, non particolarmente affollata, Ma...
Cos’è oggi la Tradizione? a cura di Danilo Breschi (numero speciale dedicato a Tradizione/i de Il pensiero storico, rivista internazionale di storia delle idee) Secondo Lei, cosa si deve intendere in gen...
Lo scontento produce veleno ma anche energia intervista a cura di Michele De Feudis Marcello Veneziani, ha scritto un saggio sulla scontentezza. Perché è un sentimento centrale nel nostro tempo? Viviamo l’età della scon...
Condividi questo articolo