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L’Italia sotto iettatura

L’arma segreta che i Mass merda stanno usando contro il governo gialloverde è la iettatura. È un continuo invocare disgrazie, annunciare tragedie, prevedere catastrofi e fughe dall’Italia. Hanno capito che l’unica carta da giocarsi contro l’opinione pubblica vincente è suscitare l’antico disfattismo nazionale. Da un po’ di tempo l’Italia è diventata un paese leopardiano. Non [&hellip

Mattarella a metà mandato

Nel mezzo del cammin della sua vita, Mattarella si ritrovò in una selva oscura chè la diritta via era smarrita. Oggi il Presidente è a metà del suo mandato al Quirinale, e non guasta tracciare un mezzo bilancio di questo primo tempo presidenziale. È a metà del guado, o a metà del guano, se consideriamo [&hellip

Ricomincio da Tria

Un, due, Tria. E sparisce il coniglio. Di Maio propone, Salvini dispone, Tria ripone. È diventata una gag di Stato che si ripete a ogni provvedimento annunciato. Il ministro dell’economia, voluto da Mattarella al posto di Savona, ha l’aria del ragionier Filini, di memoria fantozziana. Lenti spesse come le sue, che pure a lui scendono [&hellip

E ora vai col ricambio

Li aspettano al varco, coi fucili spianati. In Rai, nei Ministeri, nel settore pubblico, ovunque ci saranno nomine. E già cominciano a miscelare minacce e vittimismo. Riprendono, come accade almeno da 24 anni, dal primo breve governo Berlusconi, a parlare di liste di proscrizione, di teste tagliate, appena qualcuno si azzarda a parlare di cambiamento. [&hellip

Proposta di pacificazione provvisoria

Però. Non ha fatto in tempo a presentarsi al Parlamento e il nuovo premier, al secolo Giuseppe Conte, è già passato alla storia. Ha battuto il record di durata rispetto a tutti i sessantacinque governi precedenti, più di settanta minuti. Il professor Conte entra nella storia, può già inserirlo nel curriculum. Di quel discorso non [&hellip

È finita una Repubblica

Sembrava un film sul 2 giugno, con attori e comparse al posto dei ministri e dei politici, con un premier sorteggiato tra i figuranti e messo lì vicino a Mattarella per rendere il film più veritiero, quasi una docufiction. La festa della repubblica di ieri sembrava un film di Bisio. Sciampiste e commessi, eccitati e [&hellip

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