Gli argini dell’Europa non reggono (11/02/14)
Gli argini dell’Europa non reggono (11/02/14)
Illustri europeisti che vi spaventate per il successo dei populisti in Svizzera, volete davvero frenare l’ondata anti-europeista che s’ingrossa a vista d’occhio? C’è solo un modo per farlo: in sintesi, proteggere l’Europa. Siamo sotto attacco da tre parti: in alto dalla speculazione finanziaria internazionale, in basso dall’immigrazione incontrollata, di fiancodall’invasione di prodotti asiatico-cinesi. I tre flussi vengono accolti nel nome del nuovo fatalismo: la libera circolazione di capitali, uomini e merci. Ma se volete restare fedeli a questo fatalismo sfascerete l’Europa perché non ne sopporta il peso. Naturalmente il rimedio non è barricarsi in casa, pussa via migranti e protezionismo assoluto. Ma è il realismo, cioè governare i flussi, arginarli, regolamentarli, frenarli quando è il caso. Avendo come priorità non il principio-Globale ma il principio-Europa. Da lì discende la necessità che l’Europa difenda gli europei dentro e fuori i suoi confini (anche in India, per intenderci). E si doti di una polizia di frontiera europea, di un apolitica estera, energetica e militare europea e di un governo politico eletto dai popoli europei. L’onda antieuropea si sconfigge con più Europa.
Ora invece l’Europa si protegge dagli europei, cioè contro di loro; tra procedure d’infrazione, rigidità di parametri e di norme, tirannia del debito e del fisco, è un massacro di stati nazionali e cittadini. Fate un’Europa estroversa, cioè più libera al suo interno, più protettiva al suo esterno e fermerete i populisti euroscettisci.
