Gustosi momenti di trascurabile pidocchieria (27/03/2011)

Gustosi momenti di trascurabile pidocchieria (27/03/2011)

Come è bello risparmiare due centesi­mi a litro sulla benzina appena rinca­rata dopo che hai girato sei distributori sprecando il triplo di quel che hai rispar­miato. Come è bello trovare per terra una moneta da un euro, anche da mezzo. L’unico imbarazzo è chinarsi a prender­la, sperando che non ti veda nessuno. Ma una moneta trovata vale più di cento gua­dagnate. Ci sono pidocchierie minime e incon­fessabili che offrono miserabili ma genui­ne felicità. Ricevere una lettera con francobollo non timbrato e poterlo riciclare, previo immersione in acqua, distacco, asciugo e riattacco, è un rituale lungo, me­schino e godurioso. Accorgersi scenden­do dall’autobus che la macchinetta non ha obliterato il tuo biglietto, è un’altra in­dicibile minuscola gioia, da pezzente di successo. Il distributore automatico che ti dà più resto del dovuto ti fa sentire ricco e benvoluto dagli dei. Usare ancora una scatola di punti metallici acquistata nel ’76, è una spilorcia delizia storica: il rap­porto con la cucitrice dura assai più di un matrimonio. La frequento sin da ragazzo. Non ci lasceremo mai, i suoi punti metalli­ci sono infiniti. Miracolosa è pure la scato­la di mentine che non finiscono mai: mi sono convinto che di nascosto le liquiri­zie si accoppino e si riproducano. Ritrova­re ar­rotolata nei pantaloni che non mette­vi da una vita un’infima banconota, scolo­rita da un lavaggio, è un’altra proustiana, inesprimibile felicità. E che odio invece quando vai a prendere dal frigo mezza taz­za di caffè avanzato, e lei, insensibile caro­gna, te l’ha buttato via. Che spreco. Felici­tà è comprare un paté d’acciughe in Algar­ve a 20 centesimi, o vedersi abbuonare dieci centesimi da chi non ha resto o recu­perare il cravattino fuori corso da anni con la scusa che è tornato di moda. C’è una tirchieria maniacale e artigianale nelle piccole cose che dà più soddisfa­zione dell’avarizia nelle grandi. Rammen­di invisibili agli occhi altrui, atti piccini che fai di nascosto, te ne vergogni e perciò covi un segreto con te stesso e una compli­cità con le cose. Ti senti più furbo, rispar­mioso e furfantello. E t’illudi di vivere a sbafo. La vita felice è fatta di micragnose delizie.

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  • L'ultimo libro di Marcello Veneziani

    Marcello Veneziani

    Giornalista, scrittore, filosofo

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. E’ autore di vari saggi di filosofia, letteratura e cultura politica. Tra questi, Amor fati e Anima e corpo, Ritorno a Sud, I Vinti, Vivere non basta e Dio Patria e famiglia (editi da Mondadori), Comunitari o Liberal e Di Padre in Figlio- Elogio della Tradizione (Laterza); poi Lettera agli italiani, Alla luce del mito, Imperdonabili, Nostalgia degli dei, La Leggenda di Fiore, La Cappa e l’ultimo suo saggio Scontenti (Marsilio).
    Ha dedicato libri alla Rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, a Dante e Gentile. Ha diretto e fondato riviste settimanali, ha scritto per vari quotidiani, attualmente è editorialista de La Verità e di Panorama.

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