Mussolini, il personaggio dell’anno

Il personaggio del corrente e morente anno 2017 è pelato, mascella volitiva, nascita romagnola, coniugato con svariati figli e qualche amante, professione giornalista, vocazione dittatore, ma un doppio segno particolare sovrasta su tutti gli altri: ha 134 anni, ed è morto da 72 anni.

Sono scaduti perfino i diritti d’autore.

Se non lo avete ancora capito, e sarebbe preoccupante per voi, sto parlando del cav. Benito Mussolini, in arte duce, inventore della malattia più grave e più attuale dell’anno, il fascismo.

Per fronteggiare il Pelatone e il suo virus letale, tutto il 2017 è stato dedicato alla sua profilassi, e guai a chi non si vaccina con l’antidux. Si sono fatte leggi speciali su leggi speciali, si è tentato di bonificare strade, piazze, iscrizioni, facebook e depurare tutti i social, movimenti, sezioni, case, spiagge e stadi che recavano segni inquietanti di quella malattia e del suo artefice.

Hanno mandato i ghostbusters perfino nella sua tomba, per profanarla e purificarla, a suon di divieti e telecamere. Il peccato originale e mortale della nostra società è l’apologia del duce e della sua creatura malefica.

È il male assoluto, disse un coglione assoluto che pure aveva campato sui residui tossici di quel male. Basta un portachiavi, una tazzina, un busto col suo capoccione, o un saluto romano. e vai all’inferno per direttissima.

Per chiedere protezione celeste da quella sciagura, è apparsa nell’aula sorda e grigia la Madonna dell’antifascismo, Santa Boldrina del Soccorso Rosso, fiancheggiata dai Santi Fiano & Ruffiano, che vegliano sull’insorgenza di ogni rigurgito ducista.

C’è un giornalone che fonda la sua attività sulla somministrazione di vaccini, unguenti, articoli protettivi, esorcismi e riti purificatori d’antifascismo, si chiama la Repubblica e si dedica alla pulizia etnica dalla razza fascista.

E poi c’è tutta una processione di personaggetti che vive alle spalle del ducione. In omaggio al duce, a Roma a piazza Venezia hanno eretto perfino l’albero di natale pelatone come lui.

L’effetto assurdo di questa campagna antifascista è che inavvertitamente si conclude con un corale: viva il Duce, Si, il duce viva per unire il paese, la sinistra, il governo, la cultura, i media, i tribunali e le piazze nel nome dell’antifascismo.

È l’unico collante che resta a questo scollatissimo paese.

Si riporta in vita il Duce per dare un mestiere, una missione, un senso a tanta, troppa gente altrimenti senz’arte né parte. Come camperebbe questa umanità, su cosa edificherebbe la sua legittimazione se non fossero medici, infermieri e portantini mobilitati contro il morbo del mussolinismo? E’ per questo che sono loro a tenere in vita il duce.

Quest’anno è stato dedicato interamente a lui, che dico, a Lui, Gli hanno dato la caccia più che a Igor e siccome non riescono a prenderlo perché è nascosto sotto terra, rinnoveranno la caccia anche l’anno prossimo, con i relativi contratti di assunzione per tutti i ricercatori del duce, compresi i cani lupo e gli speleologi del fascismo.

Eppure il 2017 era l’anno in cui ricorreva il centenario del comunismo, che nell’arco della sua lunga e interminata vita (pensate alla Cina), ha sconvolto più continenti, più epoche e ha ammazzato più vittime, per giunta in tempo di pace.

Ma il comunismo è passato inosservato, si è solo parlato dei dieci giorni della rivoluzione russa senza minimamente accennare ai settant’anni e più di orrori, mentre il fascismo col suo ducione è stato il tema dell’anno, del decennio, forse del millennio. Parlare per i settant’anni seguenti di un regime durato un ventennio, mi pare un’evidente sproporzione. Ma il duce resta il Bestione Espiatorio di tutti i mali nazionali. Lo accusano di tutto, perfino di avere i capelli incolti…

Certo, era difficile trovare nel morente 2017 il personaggio italiano dell’anno.

Renzi è caduto in disgrazia già l’anno precedente e quest’anno si è limitato a precipitare, i due giganti dell’anno, Diba e Alfano si sono ritirati lasciando un vuoto incolmabile nella storia d’Italia, Di Maio concorre per lo zecchino d’oro, l’altro Cavaliere, il Berlusca, è stato appena riesumato e rischia di competere per l’anno prossimo, la Nazionale è caduta, nuovi protagonisti non si vedono, Mattarella è solo il nome che abbiamo dato alla sede vacante, è il segnaposto della poltrona vuota; e Gentiloni è tutto meno che un personaggio.

Altri giganti non si sono visti, sicché di personaggi c’erano rimasti solo quelli del presepe.

A livello mondiale, se la battono il Papa, il Trump e il Kim, ma alla fine vedrete, vincerà Hitler. Intanto per dimostrare che marciamo a pieno regime, è rientrato perfino Re Vittorio Emanuele III in Italia, il piccolo re che accolse dal duce due doni: l’Italia di Vittorio Veneto e poi l’Impero. L’avranno invitato a rientrare per la festa a sorpresa al duce?

Ora ci aspettiamo da Mussolini il messaggio di fine anno a reti unificate. Un duce morto da più di settant’anni sprizza più vitalità del presidente in carica.

MV, Il Tempo 30 dicembre 2017

Ti potrebbero interessare

Breve storia di sette anni infami Nel pieno di una deprimente schermaglia elettorale, guardiamoci indietro per capire come siamo arrivati a questo punto. Ricostruiamo la storia degli ultimi sette anni. In princi...
Il chiodo fisso Ora che si chiude la campagna elettorale, anziché metterci a fare i conti della serva sul voto, preferiamo tirare un bilancio diverso e chiederci se c'è stata una battaglia sui val...
Vecchi e nuovi opposti estremismi Piazzisti vs populisti Vogliono farci credere che il tema del giorno sia fascisti contro antifascisti, o in subordine, il riaffiorare degli opposti estremismi. E invece il derby c...
Condividi questo articolo
  • 8.6K
  •  
  •  

Tags: , , ,


7 commenti a Mussolini, il personaggio dell’anno

  1. Sandro ha scritto:

    Quanto mi piace leggere quello che scrivi.semplicemente fantastico.

  2. Antonio mazzone ha scritto:

    Bellissimo articolo Veneziani è insuperabile bravo

  3. Giuliano Palma ha scritto:

    Purtroppo é l’ AMARA E CRUDA VERiTA’.complimenti per la tua analisi politica culturale storica ed attuale,esplicitata e stigmatizzata nella massima espressione paradossale.

  4. dante uccioli ha scritto:

    VENEZIANI È GRANDE HA RACCONTATO LE BUFFONATE DEGLI ANTIFASCISTI INGNORANTI ITALIANI

  5. costantino ha scritto:

    articolo bellissimo….anche da morto fa paura,possono fare tutte le leggi che vogliono ma il duce e il fascismo sono e saranno la grandezza dell italia.

  6. fabrizio ha scritto:

    Un gran bel articolo scritto cn intelligenza e un pizzico di fantasia.Complimenti!!

  7. Eugenia carrassi ha scritto:

    Mi chiedo: “ma dove sono finiti gli italiani…”.


Rispondi

  • Eventi

  • Facebook

    L’anticipazione di “68 TESI CONTRO IL ‘68”

    I. NON-EVENTO
    Nel '68 cambiò tutto ma non successe nulla. Non c'è un evento cruciale, storico, simbolico che abbia caratterizzato il 1968. Nessuna presa della Bastiglia, nessun assalto al Palazzo d'Inverno, nessuna decapitazione di sovrani e nessun avvento al potere. Non accadde nessuna rivoluzione e nemmeno un'insurrezione con vincitori e vinti, vittime e prigionieri. Non ci fu una guerra e nemmeno vere battaglie. Un anno povero di grandi eventi legati alla Contestazione ma pieno di parole, traboccante di slogan, di gesti simbolici, di sfilate, di proteste, di scontri, ma senza bilanci storici. Verboso, parolaio; interminabili e scontrose assemblee. Pochi fatti, tanta Chiacchiera. Il '68 non è un avvenimento storico ma un clima, un humus, forse un virus, una nube tossica o un gas esilarante, insomma un'ineffabile atmosfera che permeò un'epoca tutt'ora vigente e ne dettò le tendenze. Fuochi fatui per un incendio globale.

    (MV, “68 TESI CONTRO IL 68” (PP.120, 7 EURO) IN VENDITA DA MARTEDI' PROSSIMO NELLE EDICOLE CON “IL GIORNALE”
    ... EspandiRiduci

    Leggi su Facebook

    [I tweet di MV]
    È penoso, ma ci tocca difendere il governo-feto dei grillo-leghisti dall’aborto forzoso imposto dalla dittatura eurotedesca e dai domestici nostrani. I tiranni di fuori e i servi di dentro.
    ... EspandiRiduci

    Leggi su Facebook

    Da martedì in edicola in allegato a “Il Giornale”
    “‘68 tesi contro il ‘68”, un pamphlet su un anno che dura da un’eternità (120 pp, 7 euro)
    ... EspandiRiduci

    Leggi su Facebook
  • Twitter

  • Canale Youtube