Congedo settembrino

Settembre, la stanchezza del sole, l’affanno dell’estate, i suoi rantoli che si perdono estenuati nell’aria, tra piogge e sprazzi di calore; la melanconia di un leggero morire del mondo, lo sfinimento della luce dopo troppo spettacolo di sé, che cerca riparo nel ventre grigio dell’autunno per ritemprarsi nel letargo.
Dolce declino di un’estate perduta. Settembre soave di luci che scendono colme alla sera. Congedi di sole appena accennati, ebbrezze donate dal vento che canta stagioni ormai rubate dal tempo. Si spegne tardiva l’estate. Auree serene, uccelli residui, litanie delle foglie, palme vibrate arieggiano gli addii e alludono ai ritorni.

da La sposa invisibile (2006)

 

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