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EuroGiorgia, oltre Fini e Almirante

Il miracolo di Giorgia Meloni, incoronata reginetta dei conservatori europei. Un miracolo che nasce dalle urne, dalla tv, dalle piazze d’Italia. Non era successo a Giorgio Almirante, nemmeno nella stagione trionfale della Destra nazionale nel 1972, lui che veniva da lontano e le piazze davvero le riempiva e le accendeva. Non era successo a Gianfranco [&hellip

Gli dei non sono il passato

Intervista a Marcello Veneziani di Davide D’Alessandro per Il Foglio . Quarta ristampa per Nostalgia degli dei. Sono tornati o non se ne sono mai andati? Non se ne sono mai andati, siamo piuttosto andati noi a vivere in uno scantinato. Come diceva Pessoa, non sono morti ma è finita la nostra facoltà di vederli. [&hellip

C’era una volta la Seconda Repubblica

Venticinque anni fa, nell’ultima domenica di marzo, nasceva in Italia la Seconda Repubblica. Nascita controversa e negata, perché si riteneva un falso annuncio e una finta innovazione compiuta tramite il riciclaggio della prima. Ma fu davvero seconda repubblica se consideriamo che sparirono tutti i partiti della Prima Repubblica, sparirono i discendenti del Cln e poi [&hellip

La maledizione di Montecitorio

Un tempo, Montecitorio era l’anticamera del Quirinale. Saragat, Gronchi, Leone, Pertini, Napolitano prima di diventare presidenti della Repubblica furono presidenti della Camera. Poi, a un certo punto, entrammo nell’epoca della Camera Oscura. Ovvero la maledizione della presidenza di Montecitorio: chi diventava presidente poi spariva dalla scena politica o finiva ai margini. Fu così per tanti, [&hellip

Come siamo arrivati a questo punto

Diciamo la verità, noi italiani siamo diventati irriconoscibili. Se dovessimo incontrarci per strada noi di oggi con quelli che eravamo appena dieci anni fa, non ci riconosceremmo e forse nemmeno ci saluteremmo. Ma come siamo arrivati a questo punto? Per capire il presente facciamo un salto indietro nel passato. Dunque dieci anni fa, di questi [&hellip

Fini va a giudizio

Il Tempo è galantuomo e non raccontava frottole. L’ex presidente della Camera e di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini è stato rinviato a giudizio per riciclaggio. Con sua moglie, suo cognato, suo suocero, meglio noti come i Tulliani, e altre sei persone. La vicenda, si sa, riguarda la casa a Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa [&hellip

In nome del cognato

In principio fu Giorgio Almirante, alla fine fu Giancarlo Tulliani. L’anello di congiunzione tra i due estremi fu Gianfranco Fini. È la parabola ingloriosa della destra in Italia dopo quasi mezzo secolo di onorata opposizione e quasi un ventennio di meno onorato potere. Il primo periodo si riassume con la sigla Msi, il secondo con [&hellip

Fini, la destra e la balena blu

Lasciamo stare la vicenda giudiziaria, personale e famigliare di Fini. Concentriamoci invece su un risvolto terribile sul piano politico ed etico. Terribile per chi si è sempre riconosciuto nella destra sociale e nazionale, ha votato nei secoli Msi e poi An, ha militato e magari ha persino assunto ruoli politici in quel partito. Per una [&hellip

Che brutta Fini

Tanto tuonò che piovve sulla testa di Gianfranco Fini un avviso di garanzia per la Tulliani story, da Montecarlo ai Caraibi. È indagato per riciclaggio ma lui, tanto per cambiare, è sereno. Atto dovuto, fiducia nella magistratura e menate rituali varie. Per rispondere con le stesse ovvietà, aspettiamo il corso delle indagini, non ci pronunciamo prima [&hellip

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