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Italia senza guide né figure super partes

Ma quali sono le guide istituzionali, spirituali, morali, civili e intellettuali dell’Italia di oggi? Quali sono i modelli positivi, gli esempi, le figure al di sopra delle parti in grado di rappresentare solidi punti di riferimento per gli italiani? È una domanda che cade nel nulla e nel vuoto, e non è affatto una cosa [&hellip

Il suicidio degli italiani

Cos’hanno in comune le coppie che non vogliono avere figli, i ragazzi che se ne vanno all’estero, i pensionati che prendono la cittadinanza in paesi dove il costo della vita e delle tasse è più basso; oppure quanti rigettano i simboli viventi della vita italiana, dal crocifisso al presepe, quelli che chiedono di abbattere le [&hellip

Pausini batte Leonardo

Ma come si sarà sentita Laura Pausini ad essere definita in un sondaggio della Rai di qualche tempo fa, il più grande italiano di tutti i tempi? Alla notizia noi ci sentimmo mancare e idealmente chiedemmo la cittadinanza a san Marino. Se a così poco è ridotta l’Italia, se una che non con tutto il [&hellip

All’Italia manca un’aristocrazia

Prima gli ultimi. No, prima i nostri. No, prima loro, i migranti. No, prima i giovani, le donne, le quote rosa o delle altre categorie discriminate. La battaglia delle priority prosegue senza sosta e senza punto d’incontro. E se, più semplicemente, dicessimo “Prima i primi” ovvero chi ne ha diritto, perché è arrivato primo o [&hellip

Finitaly

L’Italia finisce ecco quel che resta, era un’opera famosa di Giuseppe Prezzolini uscita in America giusto ottant’anni fa col titolo The Legacy of Italy. Tornò in libreria in Italia nel 1958 con quel titolo verace e sconfortante. Sono passati tanti anni ma la percezione di un’Italia che finisce si è fatta più acuta e intimamente [&hellip

L’autonomia

Da uomo del sud, con l’aggravante di essere cittadino romano e per giunta fautore da una vita dell’identità nazionale e dell’amor patrio, non posso dirmi contento per l’annuncio dell’autonomia regionale. Capisco tutte le ragioni di chi la sostiene nelle regioni del nord, e capisco tutte le critiche, più che meritate, al malgoverno del sud ma [&hellip

L’Italia sotto iettatura

L’arma segreta che i Mass merda stanno usando contro il governo gialloverde è la iettatura. È un continuo invocare disgrazie, annunciare tragedie, prevedere catastrofi e fughe dall’Italia. Hanno capito che l’unica carta da giocarsi contro l’opinione pubblica vincente è suscitare l’antico disfattismo nazionale. Da un po’ di tempo l’Italia è diventata un paese leopardiano. Non [&hellip

Si è rotto il patto sociale

Fissavo l’immagine terribile del ponte spezzato sui palazzi evacuati del Polcevera e pensavo all’indecente scannatoio divampato tra i palazzi della politica, i social e i media. Ripensavo a quel ponte durante i funerali di Stato – funerali anch’essi dimezzati come il ponte, perché molti famigliari hanno rifiutato le pubbliche esequie. I simboli sono segni del [&hellip

L’italiano porta male a sé stesso

Anche se non si dovrebbe dire, ma noi italiani non solo non ci vogliamo bene ma ci portiamo male. Esercitiamo il potere jettatorio su noi stessi con abnegazione e sprezzo del pericolo. Ce la tiriamo addosso. Motivi per piangerci addosso certo non mancano, ma noi ne facciamo un’arte e un vizio plateale. Nel collasso delle [&hellip

L’Italia e gli alieni

Ma l’Italia, nel frattempo, dove si è cacciata? Siamo tutti concentrati, con rabbia, angoscia, curiosità e tifo acido, sul governo e l’Europa, sui migranti in mare e le magliette rosse col rolex, l’orco Salvini, il fenomeno Boeri, il livellatore Di Maio, il Renzi furioso e la sinistra rotta come un vaso di Pandora. Seguiamo ogni [&hellip

La decapitazione d’Italia

A furor di popolo, alle Idi di marzo, l’Italia è stata decapitata. Ha perso d’un colpo la classe dirigente o, se preferite, la classe dominante. Mezza Italia ha votato contro, prima ancora che votare a favore di qualcuno; e la restante, per metà non ha votato e per metà si è dispersa tra i due [&hellip

Padania in crema catalana

Fummo facili profeti un mese fa a prevedere che il referendum sull’autonomia regionale del lombardo-veneto sarebbe diventata una brutta bestia su tre fronti: perché s’innestava nel pericoloso filone dei separatismi europei, riesumando i fantasmi del secessionismo; perché creava un’altra frattura nel già ulcerato corpo nazionale: perché spaccava il già fragile centro-destra tra forze nazionali già [&hellip

Ragazzi, tornate a rifare l’Italia

Ragazzi che lasciate l’Italia sempre più numerosi, non tornate. È il messaggio chiaro e forte che un osservatore attento come Ilvo Diamanti ha lanciato dalle colonne de la Repubblica ai giovani italiani emigrati all’estero o con l’intenzione di farlo. Un viatico “incoraggiante” per le scuole che riaprono, per le università che riprendono la loro attività, [&hellip

L’8 settembre

Cosa resta negli italiani dell’8 settembre del ’43? Nella memoria poco o niente, nel carattere tanto o tutto. Resta lo spaesamento, anche nel senso etimologico di perdita del Paese. Resta la desolazione, anche nel senso di perdita del suolo. Resta la fine dello Stato, alibi sontuoso per il sisalvichipuò dell’egoismo e del familismo. Resta la [&hellip

Caro Feltri, non spacchiamo (di più) l’Italia

Caro Direttore, il Gran Vittorio Feltri mi ha trascinato ieri, in modo assai garbato, nel Tribunale del Nord perché ho criticato il referendum autonomista del Lombardo-Veneto e l’ho considerato una mezza sciagura per l’Italia e per il centro-destra. Da sempre lui ed io ci dividiamo su questo tema cornuto, il Nord e l’Italia. Ai suoi [&hellip

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