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De Benoist, cinquant’anni di solitudine

Come è noto, in seguito a un appello di docenti che vedono ovunque insorgere razzismo e neofascismo, la Fondazione Feltrinelli ha cancellato a Milano un incontro previsto il 13 febbraio con Alain de Benoist su Cos’è la destra/Cos’è la sinistra. All’infame censura e alle mafie ideologiche del nostro paese dedichiamo questo profilo di De Benoist, [&hellip

Chi ha ucciso la cultura di destra in Italia?

Sulla soppressione della cultura di destra le piste al vaglio dei potenziali inquirenti sono quattro: a) L’egemonia culturale della sinistra con la sua cappa ideologico-mafiosa le avrebbe negato gli spazi di libertà e visibilità fino ad asfissiarla, confinandola in una zona proibita e infame. b) L’egemonia sottoculturale del berlusconismo in tv, nel costume e in politica l’avrebbe [&hellip

Veneziani: “Piano per criminalizzare la destra”

Intervista a Marcello Veneziani di Luigi Mascheroni (Il Giornale 10 dicembre 2017) Marcello Veneziani: giornalista, polemista, scrittore. Un intellettuale che incrocia la storia del Paese Italia sull’asse destra-sinistra da quasi quarant’anni, fra articoli, libri, convegni e televisione. Lei conosce bene le battaglie ideologiche tra Destra e Sinistra. Mai, come nell’ultimissimo periodo, si è parlato tanto [&hellip

Raggi, bombe e paranoia

  L’ultima a saltare sul carro della Repubblica Antifascista Militante è la furbetta del quartier grillino, Virginia Raggi. Per recuperare la cattiva fama di sindaca e depistare dallo stato schifoso della Capitale, si è scoperta antifascista della prima ora e professa a gran voce che Roma è antifascista. Ha capito che in quel modo può [&hellip

Il pericolo farsista

Siamo alla paranoia ideologica virale. Una bandiera del Secondo Reich, che era una monarchia costituzionale ottocentesca, tenuta in caserma da un ragazzo carabiniere di vent’anni, diventa il pretesto del giorno per gridare al Nazismo risorgente, che non c’entra un tubo con la bandiera e con la storia del secondo Reich. L’uso fake della storia sconfina [&hellip

La sigla di chiusura dell’Italia

Con soli settantun’anni di ritardo, l’Italia s’è desta e nel mese dei morti si è data ufficialmente l’inno nazionale; ma a questo punto diventa la sua sigla di chiusura. Erano anni che la destra, in solitudine, proponeva senza successo – neanche con i governi di centro-destra – di riconoscere l’Inno di Mameli come Inno nazionale; [&hellip

C’è vita sul pianeta destra

Ha vinto il migliore. Nello Musumeci era il miglior candidato che la Sicilia potesse esprimere. E seppur incalzato dal non-voto e dal voto-non, vale a dire quello rabbioso ai grillini, Musumeci ha avuto la sua bellissima rivincita. Era un traguardo a cui puntava da anni, a volte in solitudine, contro i partiti. È sceso in [&hellip

In nome del cognato

In principio fu Giorgio Almirante, alla fine fu Giancarlo Tulliani. L’anello di congiunzione tra i due estremi fu Gianfranco Fini. È la parabola ingloriosa della destra in Italia dopo quasi mezzo secolo di onorata opposizione e quasi un ventennio di meno onorato potere. Il primo periodo si riassume con la sigla Msi, il secondo con [&hellip

Obbligo di svolta a destra

Smettiamola di giocare ai quattro cantoni e chiederci tra Grillo, Renzi, Berlusconi e Salvini come andrà a finire. Proviamo a capire quel che succederà in Italia partendo da quel che sta succedendo in Europa. Perché noi saremo diversi, avremo pure la nostra anomalia, semo i peggio e i meio der monno, tutto quel che vi [&hellip

Alice nel paese che si meraviglia

Non vedevo maltrattare una lesbica sui media dai tempi del medioevo. È accaduto invece con Alice Weidel, leader del partito nazionalista uscito trionfante dalle elezioni tedesche. Mai vita privata, dettagli intimi, adozioni e partner di un omosessuale sono stati dati in pasto al pubblico con la stessa compiaciuta e perfida invadenza di questi giorni. Ma [&hellip

Gli antifascisti dell’aldilà

Non bastava la guerra dichiarata ai venti milioni d’italiani che hanno in casa, sul web, sui telefonini qualche cimelio, qualche canzone, gag o francobollo fascista. E non bastava la guerra annunciata ai monumenti, ai simboli e alle opere del regime. Ora la damnatio infierisce sui morti. Avrete letto di Giuseppina Ghersi, la bambina di 13 [&hellip

L’Italia divisa in due

Sei per Berlusconi o sei per Salvini, rivuoi Alfano o lo regali a Renzi, preferisci Pisapia oppure Orlando, meglio Grillo vestito da Di Maio o Grillo svestito da Di Battista? No, smettiamola di giocare con le bambole e i bambolotti, non è questione di nomi. C’è un processo più grande in corso, che va ben [&hellip

L’arto fantasma

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola Ho passato mezza vita a difendere, motivare, ripensare la destra. E ho passato l’altra metà a riconoscere che è superata, tramontata, inadeguata. Per fortuna nel mezzo ho fatto e scritto molte altre cose che con la destra non c’entrano niente e che reputo più importanti. Ma non mi [&hellip

Destrofobia

La destra non c’è più, in compenso dilaga la destrofobia. Sparisce la destra o si riduce a piccola cosa, viaggia sotto falso nome, dentro nuove o vecchie etichette – moderati, liberali o populisti – si mimetizza dentro la pancia più grande di centro-destra, sparisce nei mass media. In compenso entra in vigore, a norma di [&hellip

Fini, la destra e la balena blu

Lasciamo stare la vicenda giudiziaria, personale e famigliare di Fini. Concentriamoci invece su un risvolto terribile sul piano politico ed etico. Terribile per chi si è sempre riconosciuto nella destra sociale e nazionale, ha votato nei secoli Msi e poi An, ha militato e magari ha persino assunto ruoli politici in quel partito. Per una [&hellip

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